Università Cattolica del Sacro Cuore

Filosofia della Psicologia

Presentazione

L’Unità di Ricerca in Psicologia Filosofica esprime interessi di ricerca specifici che da diversi anni generano riflessioni teoriche e metodologiche tra molti di coloro che afferiscono al Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. Considerata l’eterogeneità dei suoi componenti, in termini di formazione e orientamento teorico e metodologico, l’Unità fa della multidisciplinarietà una delle sue caratteristiche principali. L’integrazione multidisciplinare, infatti,  è un aspetto di estremo interesse, in grado di favorire e alimentare la riflessione teorica su tematiche rilevanti dal punto di vista psicologico e filosofico. All’Unità afferiscono studiosi provenienti dalle diverse aree della psicologia (generale, sociale, dello sviluppo, clinica, neuropsicologica, ecc.) e della filosofia (filosofia della scienza, filosofia della mente, filosofia della psicologia, ecc.). Inoltre, l’intrinseca multidisciplinarietà che contraddistingue l’Unità auspica il coinvolgimento di ulteriori settori disciplinari che possano proficuamente contribuire alla sua attività di ricerca. Tra le finalità dell’Unità vi è quello di creare un network, nazionale e internazionale, allo scopo di favorire lo scambio e la condivisione di conoscenze tra coloro che, nell’ambito delle varie aree disciplinari coinvolte, sono interessati a integrare nella propria prospettiva anche uno sguardo filosofico, teorico e metodologico. Il carattere multidisciplinare e il respiro internazionale costituiscono dunque gli aspetti più salienti dell’Unità.

Team

Antonella Corradini (responsabile). Professore Ordinario di Filosofia della Scienza presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. I suoi interessi di ricerca si rivolgono in particolare alla filosofia della psicologia, alla filosofia della mente e alla filosofia delle neuroscienze. Tra i temi oggetto di indagine: l’emergentismo, la causazione mentale, l’empatia e i neuroni a specchio, l’etica sperimentale e la neuroetica, la filosofia della mente e la fisica quantistica.

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https://unicatt.academia.edu/antonellacorradini

Alessandro Antonietti. Professore Ordinario di Psicologia Generale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. Oltre ad occuparsi di ricerca sperimentale e di applicazioni nel campo della psicologia del pensiero e dell’apprendimento, si è interessato di questioni teoriche, come il rapporto mente-corpo, e di alcuni aspetti storici della psicologia.

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Michela Balconi. Professore Associato di Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive presso la Facoltà di Psicologia, Università Cattolica di Milano e Brescia. Dirige l’Unità di Ricerca in Neuroscienze Sociali e delle Emozioni. Si occupa di comunicazione, processi emotivi e cognitivi in ambito neuroscientifico, sia nel contesto sperimentale sia clinico.

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Pier Luigi Baldi. Professore Ordinario di Psicologia Generale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano. Coordinatore dell'Unità di Ricerca sui Processi Decisionali in Medicina d'Emergenza. Direttore scientifico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Adleriana di Milano. Interessi di ricerca: processi cognitivi, disabilità mentale.

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Simona Caravita. Professore Associato di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso la Facoltà di Psicologia dell'Università Cattolica di Milano. I suoi interessi di ricerca riguardano le condotte sociali e lo sviluppo morale. Le convergenze con i temi dell’Unità si riferiscono al funzionamento morale, alle sue origini e e al suo sviluppo, nonché alla neuroetica.

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Andrea Gaggioli. Professore Associato di Psicologia Generale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. Il suo principale focus di ricerca riguarda l’interazione uomo-computer, con particolare riferimento alle implicazioni delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni per l’empowerment e il benessere sociale.

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Nicolò Gaj. Psicologo clinico e psicoterapeuta, dottore di ricerca in Scienze Umane presso l’Università Cattolica di Milano, dove è cultore della materia in Epistemologia delle Scienze Umane. Lavora presso il Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Ospedale San Raffaele. Insegna Fondamenti Epistemologici della Psicologia Clinica presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Oltre all’epistemologia della psicologia clinica, i suoi interessi di ricerca concernono il tema dell’unità della psicologia, dei fondamenti metodologici della psicologia e il rapporto tra teoria e pratica.

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Giuseppe Lo Dico. Assegnista di ricerca post dottorato presso l’Università Cattolica di Milano. I suoi principali interessi di ricerca riguardano il ruolo dell’introspezione come metodo di ricerca, la relazione tra psicologia cognitiva e neurobiologia, lo statuto epistemologico della psicoanalisi, il problema del rapporto tra prospettiva in prima e in terza persona e l’inconscio nelle scienze cognitive e nella psicoanalisi.

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https://independent.academia.edu/GiuseppeLoDico

Maria Teresa Maiocchi. Professore Associato di Psicologia Clinica, insegna Teoria e Tecniche del Colloquio Relazionale, Psicologia Clinica, Metodi e Tecniche di Analisi della Domanda nel Colloquio Psicologico e Psicologia Dinamica presso l’Università Cattolica di Milano. http://docenti.unicatt.it/ita/maria_teresa_maiocchi/


Davide Margola. Professore Associato di Psicopatologia nella Facoltà di Psicologia dell'Università Cattolica di Milano. Nella stessa Università è responsabile del Servizio di Psicologia clinica per la coppia e la famiglia. La convergenza in merito alle tematiche dell’Unità riguarda il "soggetto dell’inconscio" e l’"introspezionismo" dal punto di vista della psicoanalisi.

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Daniela Traficante. Professore Associato di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. La sua attività di ricerca si è focalizzata principalmente sui processi di elaborazione del linguaggio scritto negli adulti e nei bambini, con sviluppo tipico e atipico.

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Eventi e iniziative

2018

22nd February 2018, Workshop “On Subjectivity”

Speakers:

10.30 am: D. Zahavi, University of Copenhagen

The Minimal Self Revisited

In my talk, I will first briefly outline the main ideas and motivations behind the introduction of a minimalist notion of self. I will then consider a number of challenges and criticisms that this notion has recently been subjected to. These criticisms all engage in various ways with what might be called the universality question. If it is the case that our experiences are accompanied by a minimal sense of self such that one might talk of the existence of an experiential self, is it then something that holds with necessity, such that it characterizes all experiences however minimal or disordered they might be? Is it something that only holds for normal, adult, experiences? Or might it be something that only holds under rather special circumstances, say, when we reflectively scrutinize and appropriate our experiences?

Suggested readings:

Zahavi, D. (2014) Self and Other: Exploring Subjectivity, Empathy, and Shame (pp. 3-92).

Zahavi, D., Kriegel, U. (2016): "For-Me-Ness: What It Is and What It Is Not." In D.O. Dahlstrom, A. Elpidorou & W. Hopp (eds.) Philosophy of Mind and Phenomenology: Conceptual and Empirical Approaches. London: Routledge, 36-53.

14.30 pm: D. Wehinger, University of Innsbruck Self-Consciousness is the Hard Problem

In contemporary philosophy of mind, phenomenal consciousness is usually taken to be the hard problem of consciousness, while self-consciousness is seen as a comparably easy problem to solve. In my talk I question these claims. Following Zahavi and others, I argue that phenomenal consciousness entails a minimal form of self-consciousness, and that this minimal form of self-consciousness poses a serious challenge for reductionism. In particular, I focus on attempts to reduce self-consciousness to self-representation, and show that they fail. As a result, I argue, self-consciousness turns out to be the hard problem.

Suggested readings:

Wehinger, D. (2016) Das Präreflexive Selbst. Subjektivität als minimales Selbstbewusstsein, mentis Münste

8th March, 14.30 pm, talk of Viola Schiaffonati, Politecnico di Milano:

Intelligenza Artificiale: la questione delle origini

Sebbene l’Intelligenza Artificiale abbia una data di nascita ‘ufficiale’ (1956), in questo intervento mostrerò come per comprendere la reale natura di questa disciplina occorra fare riferimento non solo al ruolo che i cosiddetti precursori ebbero per la sua nascita, ma anche ad una più vasta tradizione di indagine da cui essa prende le mosse. In questa ricostruzione affronterò, inoltre, il problema dei fondamenti e delle diverse definizioni di Intelligenza Artificiale che ritengo costituiscano un punto di partenza imprescindibile per comprendere le sfide attuali della disciplina.

Suggested readings:

Davies, M. “Il calcolatore universale’, Adelphi, Milano 2003.

12th April, 14.30 pm, talk of Georg Gasser, University of Innsbruck:

Minimal Selves and Diachronic Identity

It has been argued that subjects of experience are essentially subjective. As such they are not some kind of unchanging immaterial soul existing separately from changing states of consciousness. Rather, they are the subjects of their changing conscious states whereby the subject is not reducible to these states. What are the persistence conditions of these subjects? One influential line of thought proposes that subjects may be just short-lived entities succeeding each other. Each subject exists only for so long as it has one and the same experience. Another line of thought says that diachronic identity is provided by the first-person perspective characterizing each experience. If two experiences enjoy the same first-person perspective, then they belong to the same subject. There is the worry that such a view allows for intermittent existence. In this talk I am addressing this worry. I will make the general claim that the possibility of intermittent existence is less problematic as presented in discussions on our identity in time. And I will make the more specific claim that a proper analysis of subjects of experience is open to the possibility of intermittent existence because its conditions of identity are only bound to its first-person perspective. To look for additional objective conditions which may avoid intermittent existence is to misconstrue the true nature of subjects of experience. So, if there are subjects of experience, then they could also enjoy intermittent existence.

Suggested readings:

Strawson, G. (1999) “The Self and the SESMET”, in Journal of Consciousness Studies 6/4, 99-135.

Fuchs, T. (2017) “Self across time: the diachronic unity of bodily existence”, in Phenomenological and the Cognitive Sciences 16, 291-315.

Nida-Rümelin, M. (2012) “The non-descriptive individual nature of conscious beings”, in Georg Gasser & Matthias Stefan (eds.): Personal Identity. Complex or Simple? Cambridge University Press, 157-176.

26th April, 14.30 pm, talk of Pietro Perconti, University of Messina

La priorità della mentalizzazione sulla coscienza. Una versione moderata

Nel mio intervento vorrei prendere in considerazione il rapporto tra mentalizzazione e autocoscienza. In particolare, esaminerò la questione della loro eventuale priorità. La mentalizzazione “viene prima” (“mindreading priority account”) dell’autocoscienza o è vero il contrario (“self-consciousness priority account”)? O nessuna delle due? Proverò a sostenere una versione moderata della tesi della priorità dei processi di mentalizzazione. Per farlo introdurrò la teoria duale dei processi cognitivi e la sua applicazione alla questione della priorità prima menzionata. Infine, proverò a mostrare che le prove empiriche a disposizione militano a favore di una versione moderata della tesi della priorità dei processi di mentalizzazione, basata sull’idea che la mentalizzazione non concettuale è prioritaria rispetto all’autocoscienza, mentre la mentalizzazione concettuale non è prioritaria rispetto alla autocoscienza non concettuale.

Suggested readings:

Perconti, P. (2011) Coscienza, Bologna, il Mulino.

Perconti, P. (2008) Autocoscienza. Cosa è, come funziona, a cosa serve, Roma-Bari, Laterza.

10th May, 14.30 pm, talk of Elisabetta Lalumera, University of Milano-Bicocca

Conoscere i meccanismi per spiegare i disturbi mentali: prospettive e limiti

In filosofia oggi si discute molto, e con entusiasmo, della possibilità di applicare il modello di spiegazione meccanicista ai disturbi mentali. L’idea è che identificando le parti e le operazioni dei meccanismi cognitivi e affettivi (a livello neurale, biochimico o genetico) e le loro disfunzioni, potremmo arrivare a conoscere compiutamente la natura delle psicopatologie, come il disturbo di personalità borderline o la schizofrenia, e di conseguenza a migliorarne il trattamento. E’da notare invece che la medicina non psichiatrica oggi parla poco di meccanismi, dato che nel paradigma dominante della Evidence Based Medicine vengono considerati evidenza di qualità inferiore rispetto agli studi controllati e randomizzati (RCT). In questo intervento vorrei cercare di fare chiarezza su quali ruoli può avere oggi la spiegazione meccanicista per i disturbi mentali. Individuerò tre ruoli importanti, tramite esempi: i meccanismi possono fornire biomarkers per i sintomi (spiegazione), personalizzare i risultati degli RCT (estrapolazione), e fornire nuovi spunti di ricerca e intervento (euristica). Ma sosterrò poi che ciascuno di questi ruoli presenta problemi concettuali. Nonostante la bellezza filosofica della spiegazione meccanicista, in conclusione, il dominio delle psicopatologie necessita di modelli di spiegazione ibridi e complessi.

Suggested readings:

Howick, J. (2011) Exposing the vanities—and a qualified defense—of mechanistic reasoning in health care decision making, Philosophy of Science, 78(5), 926-940.

Murphy, D. (2010) Explanation in psychiatry, Philosophy Compass, 5(7), 602-610.

Kendler, K. S. (2008) Explanatory models for psychiatric illness, American Journal of Psychiatry, 165(6), 695-702.

5th June, ore 14.30 pm, talk of Lorenzo Magnani, University of Pavia

Abduzione e sua eco-cognitive openness

Aristotle clearly states that in syllogistic theory local/environmental cognitive factors -- external to that peculiar inferential process, for example regarding users/reasoners, are given up. Indeed, to define syllogism Aristotle first of all insists that all syllogisms are valid and contends that the necessity of this kind of reasoning is related to the circumstance that ``no further term from outside is needed'', in sum syllogism is the fruit of a kind of eco-cognitive immunization. At the same time Aristotle presents a seminal perspective on abduction, which contrasts with the previous one on syllogisms: I will provide an analysis of the famous passage in the chapter B25 of Prior Analytics concerning apagogé (translated with ``leading away'', "abduction"), also studied by Peirce. I will contend that some of the current well-known distinctive characters of abductive cognition are already expressed, which are in tune with what I have called Eco-Cognitive Model of abduction. We can gain a new positive perspective about the ``constitutive'' eco-cognitive openness of abduction, just thanks to ancient words of Aristotle himself, also useful to grasp its importance in scientific creativity.

Suggested readings:

Magnani, L. (2016) The eco-cognitive model of abduction II. Irrelevance and implausibility exculpated, Journal of Applied Logic, 15, pp. 94-129.

Magnani, L. (2015) The eco-cignitive model of abduction. Apagogé now: Naturalizing the logic of abduction, Journal of Applied Logic, 13, pp. 285-315.

Eventi precedenti

Mercoledì 31 maggio 2017 Aula Bontadini, ore 14.00 Largo A. Gemelli, 1 - Milano

Seminario: Emotions, Mind, and Morality: A View from Social-Emotional Developmental Theory, Tina MALTI Department of Psychology, University of Toronto Mississauga

Mercoledì 3 Maggio 2017 ore 14.30 - Largo Gemelli 1. Seminario Tra Pulsioni e Spirito: Freud, Binswanger e Jung, Aurelio Molaro, Università degli Studi di Milano 

Martedì 8 Novembre 2016 Aula G.016 Maria Immacolata, ore 14.30, Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 1, Milano

Seminario "The Predictive Brain in Action", Dott. Giovanni Pezzulo, Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISTC-CNR) in Roma.

Martedì 27 Settembre 2016 Aula G.016 Maria Immacolata, ore 15.00, Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 1, Milano

Workshop Filosofia e Psicologia: Intersezioni, evento di presentazione dei volumi: "Philosophical and Empirical Approaches to Psychology. Mentalism vs Antimentalism" di Giuseppe Lo Dico e "Unity and Fragmentation in Psychology. The Philosophical and Methodological Roots of the Discipline" di Nicolò Gaj.

Lunedì 13 Giugno 2016 Aula G.016 Maria Immacolata, ore 15.00, Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 1, Milano

International Talk "On the Neural Enrichment of Economic Models: Recasting the Challenge" - Prof. Roberto Fumagalli, University of Bayreuth, Germany

18 Febbraio 2016, Aula “Bontadini”, Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 1, Milano

International Workshop “New Directions in Philosophical Psychology” Department of Psychology Catholic University of Milan Largo Gemelli 1 Room Bontadini 18th February, 2016