Dottorati di ricerca
La Facoltà di Lettere e Filosofia ha istituito una Scuola di dottorato in Studi Umanistici. Tradizione e contemporaneità unitaria.
I percorsi di approfondimento della Scuola di dottorato sono i seguenti:
- Culture della comunicazione, media e arti dello spettacolo
- Filologia e letteratura medievale e moderna
- Scienze dell'antichità
- Scienze filosofiche
- Scienze religiose
- Scienze storiche
- Storia dell'arte e archeologia
Per informazioni rivolgersi all'Ufficio Dottorati di ricerca:
Via Carducci 28/30
20123 Milano
Tel. 02-7234.5633 - Fax 02-7234.5246
E-mail dottorati.ricerca-mi@unicatt.it
Dottorati in corso
Dott.ssa Silvia Eleonora Brera (XL ciclo)
Titolo: Le missioni cattoliche tra il 1939 e il 1958: i gesuiti in Africa subsahariana.
Tutor: prof. Raffaella Perin
Dott. Andrea Scalia (XXXVII ciclo)
Titolo: Tensioni sociali nello specchio della dottrina: il De duodecim questionibus e il De octo questionibus di Onorio Augustodunense (†1155 ca.).
Tutor: prof. Marco Rainini
Dott.ssa Chiara Bonomelli (XXXVIII)
Titolo: L’arcivescovo e il mondo. I viaggi di Carlo Maria Martini.
Tutor: prof.ssa Raffaella Perin
Dott.ssa Maddalena Terraneo (XXXIX)
Titolo: L'abbaglio del mezzogiorno: vita e fortuna del demone meridiano".
Tutor: prof. Giuliano Chiapparini
Tesi di dottorato
Dott. Federico Ferrari
Ernesto Buonaiuti docente universitario. Carteggi inediti e documentazione vaticana.
Nei propri scritti autobiografici, così come nei numerosi carteggi Ernesto Buonaiuti ha più volte indicato la propria attività di docente universitario come la più alta espressione del suo ministero sacerdotale e nel contempo lo studio della storia – secondo il moderno metodo critico – come il locus theologicus della Rivelazione. La ricerca prende avvio delineando in che modo Buonaiuti declinasse il proprio ruolo di docente, quale rete di contatti avesse e soprattutto quali fossero le accuse scagliate dall’autorità ecclesiastica contro l’attività del professor Buonaiuti. Senza abbandonare uno specifico interesse per l’opera intellettuale del sacerdote romano e così pure per la relativa recezione della sua opera da parte vaticana, lo studio ha seguito l’iter di condanna del sacerdote da parte della Chiesa cattolica e della funesta alleanza di questa con il fascismo al fine di rendere innocuo e inattivo “l’apostolato accademico” di Buonaiuti prima in Italia e poi anche all’estero. Grazie all’utilizzo di alcuni carteggi inediti è stato possibile fornire o puntualizzare alcuni aspetti di quest’ultime vicende riguardanti la biografia del sacerdote modernista; queste fonti rendono inoltre testimonianza del clima intellettuale europeo negli anni compresi fra la fine della Grande Guerra e la fine del Secondo conflitto mondiale.
In his autobiographical writings, as well as in his abundant correspondence, Ernesto Buonaiuti has consistently stated that his work as a university professor was the highest manifestation of his priesthood, while at the same time, his study of history, according to the modern critical method, represented the locus teologicus of Revelation. The research begins by outlining how Buonaiuti understood his role as a docent, what network of contacts he had and, in particular, what accusations the ecclesiastical authorities cast against his activity. Without abandoning a specific interest in the Roman priest's intellectual work and also in the relative reception of his work by the Vatican, the study explores how the Catholic Church condemned the priest and his sinister alliance with Fascism to make his 'academic apostolate' harmless and inactive first in Italy and then abroad. Thanks to the use of some unpublished correspondence, it was possible to provide or clarify certain aspects of the later events related to the biography of the modernist priest; these papers also bear witness to the European intellectual climate in the years between the end of the Great War and the end of the Second World War.