Università Cattolica del Sacro Cuore

Dottorati di Ricerca

La Facoltà di Lettere e Filosofia ha istituito una Scuola di dottorato in Studi Umanistici. Tradizione e contemporaneità unitaria.

I percorsi di approfondimento della Scuola di dottorato sono i seguenti:

  • Culture della comunicazione, media e arti dello spettacolo
  • Filologia e letteratura medievale e moderna
  • Scienze dell'antichità
  • Scienze filosofiche
  • Scienze religiose
  • Scienze storiche
  • Storia dell'arte e archeologia

Per informazioni rivolgersi all'Ufficio Dottorati di ricerca:
Via Carducci 28/30
20123 Milano
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Tesi di dottorato

Ciclo XXIX

Dott.ssa Francesca Campigli
Il cammino neocatecumenale. Genesi di una realtà ecclesiale attraverso lo studio delle fonti

Il lavoro si propone come studio sul Cammino Neocatecumenale dalle sue origini ai giorni d’oggi attraverso l’analisi degli elementi caratteristici del movimento (la sua struttura, le pratiche liturgiche e i seminari Redemptoris Mater). Basata su fonti archivistiche conservate negli archivi diocesani di Madrid e Firenze, la ricerca ricostruisce la vicenda storica del movimento fin dalle sue primissime fasi, tanto nell’opera del fondatore Francisco 'Kiko' Argüello, quanto nell’intervento di altre figure ecclesiali (l’arcivescovo di Madrid, Casimiro Morcillo, e don Dino Torreggiani, fondatore dei Servi della Chiesa). La ricerca è stata poi ampliata dall’utilizzo di fonti inedite interne al Cammino Neocatecumenale (Direttorio catechetico) e dai documenti curiali e pontifici che hanno regolato l’inserimento dell’esperienza Neocatecumenale nel contesto più ampio dell’atteggiamento della Chiesa cattolica nei confronti delle associazioni, movimenti e gruppi laicali nei decenni che fecero seguito al Concilio Vaticano II. In questo contesto la ricerca evidenzia inoltre alcune analogie tra l’intuizione originaria dell’Argüello e le espressioni del dissenso cattolico degli anni Sessanta e Settanta all’interno delle quali ha avuto luogo la ripresa di certi aspetti della teologia di Dietrich Bonhoeffer nel messaggio proprio del Cammino Neocatecumenale.

The research aims to study the Neocatechumenal Way from its foundation right up to nowadays through the movement’s peculiar aspects (its structure, liturgical practices and the Redemptoris Mater seminaries). Based on documents preserved in the diocesan archives of Madrid and Firenze, the survey reconstructs the movement’s history from its beginnings, so much in its founder’s (Francisco “Kiko” Argüello) work, as in the intervention of other ecclesial figures (the archbishop of Madrid, Casimiro Morcillo, and don Dino Torreggiani, founder of the Servi della Chiesa). The survey has been expanded using unpublished sources within the Neocatechumenal Way (Direttorio catechetico) and the curial and papal documents that set the insertion of the Neocatechumenal’s experience into the wider context of the Catholic Church’s attitude towards associations, movements and lay groups in the decades that followed the Second Vatican Council. In this context, the research also highlights some similarities between the Argüello’s original intuition and the expressions of Catholic dissent of the Sixties and Seventies in which the resumption of certain aspects of Dietrich Bonhoeffer’s theology took place in the message of the Neocatechumenal Way.

Dott. Giuliano Chiapparini
Gli Excerpta ex Theodoto di Clemente Alessandrino. Introduzione, testo, traduzione e commento

L'opera presenta una nuova edizione critica del testo greco degli Estratti da Teodoto di Clemente Alessandrino oltre alla prima traduzione italiana completa. Alcuni capitoli introduttivi e un esteso commento permettono di apprezzare la ricchezza di contenuti di questa fonte di inizio III sec. per lo studio dello gnosticismo, letteratura cristiana antica, patristica e storia del dogma. Gli Estratti da Teodoto non sono una raccolta di frammenti originali copiati da fonti gnostiche principalmente valentiniane, come si crede abitualmente. A un'analisi approfondita essi appaiono come una collezione di tredici frammenti tratti dalle Ipotiposi, un'opera perduta di Clemente. La natura e il contenuto di questi frammenti mostrano che la tradizionale suddivisione degli ETh in quattro sezioni (Sagnard) non è ricevibile. Deve pure essere abbandonato il tentativo di individuare precisamente le parti 'valentiniane' e 'clementine'. Clemente riporta raramente citazioni letterali tratte dalle sue fonti, mentre molto spesso presenta le dottrine 'eterodosse' in modo indiretto, proponendo delle sintesi ('epitomes'). Nella prima parte degli ETh Clemente presenta e discute soprattutto dottrine valentiniane, probabilmente 'orientali'. Tuttavia, a partire principalmente dal frammento 11 illustra il pensiero di Teodoto. Costui sembra abbia sviluppato e modificato dottrine del valentinianesimo 'occidentale', come dimostra il confronto con la 'Grande Notizia' di Ireneo.

The work presents a new critical edition of the greek text of Excerpta ex Theodoto of Clement of Alexandria together with the first complete Italian translation. Some introductory chapters and an extensive commentary allow you to appreciate the richness of the contents of this early third century source for the study of Gnosticism, ancient Christian literature, patristic and history of dogma. The ETh are not a collection of original fragments copied from Gnostic sources mainly valentinian, as believed too routinely. For an in-depth analysis they appear to be a compilation of thirteen fragments from Hypotyposeis, lost work of Clement. The nature and extent of these fragments show that the traditional division of the ETh in four sections is unacceptable. It must also be abandoned the attempt to accurately identify 'valentinian' and 'clementinian' parts. Clement shows a few quotes verbatim from his sources. Very often shows 'heterodox' doctrines indirectly proposing summaries ('epitomes'). In the first part of the collection Clement presents and discusses especially valentinian doctrines, probably 'eastern'. Instead, starting mainly from the fragment 11, he presents the Theodotus thought. He seems develope and modify doctrines of 'western' valentinianism, as demonstrated by the comparison with the 'Great Notice' of Irenaeus.

Dott.ssa Francesca Minonne
Modalità di lettura ed esegesi dei testi nel secondo secolo tra cristiani e pagani

La tesi intende fornire un contributo agli studi sulle modalità di lettura e di analisi dei testi messe in atto dagli autori cristiani del secondo secolo, in costante confronto con le stesse pratiche applicate dai contemporanei rappresentanti delle élites intellettuali non cristiane. La testualità riveste un ruolo centrale nel processo di formazione di un’identità cristiana e nella costruzione di un discorso che ne sia espressione e legittimazione. Ci si propone, dunque, di approfondire se e quanto la definizione di una normatività testuale, specificamente cristiana, sia debitrice a un confronto che si svolge a livello della lettura come base per l’interpretazione di un testo. I passi selezionati seguono la scansione dei diversi momenti di analisi testuale propri della τέχνη γραμματική: i dibattiti in merito alle variae lectiones, agli errori grafici e alle interpolazioni volontarie dei copisti, l’uso della tropologia, le riflessioni sulla dispositio e sull’ordo verborum, lo studio degli etimi, le valutazioni morfologiche e sintattiche. Questo metodo favorisce un tentativo di campionatura dei testi volto a far emergere l’utilizzo delle modalità di lettura tradizionali nelle opere degli autori cristiani del secondo secolo.

This thesis aims at contributing to the studies on reading practices of text analysis applied in the second century by Christian authors, in comparison with the same tools used by contemporary non-Christian intellectuals. Textuality had a key role in the process of formation of Christian identity and construction of the discourse through which Christianism was expressed and legitimized. It is therefore important to examine how textual debates influenced the constitution of a normative canon of Scriptures. The selected passages are gathered according to the different steps of text analysis in ancient grammar: discussions on variae lectiones, graphic errors and voluntary interpolations made by copyists, the use of tropology, reflections on dispositio and ordo verborum, studies in etymology, morphological and syntactic analysis. This method fosters an attempt to textual sampling in order to identify the use of traditional reading practices in the works of second-century Christian authors.

Ciclo XXVIII

Dott.ssa Patrizia Luciani
Albino Luciani Patriarca di Venezia (1970-1978)

L’obiettivo della tesi è di indagare gli anni trascorsi a Venezia da Albino Luciani, anni non esaurientemente approfonditi dalla storiografia e sui quali la memoria storica è ancora divisa. L’evidenza principale che ne scaturisce è la difficoltà non solo di Luciani, ma di tutte le personalità che avevano ruoli di guida e di responsabilità all’interno della Chiesa, nel misurarsi con l’attuazione del Concilio Vaticano II. L’ipotesi interpretativa proposta è che il filo conduttore di tutta l’opera pastorale del presule bellunese sia stato uno sforzo di fedeltà alla tradizione romana e all’autorità papale seppur attraverso l’ammodernamento dei metodi pastorali utilizzati. Il patriarca di Venezia è risultato particolarmente rappresentativo di tutto un episcopato nazionale montiniano che ha attuato in Italia le ricezione conciliare secondo l’ermeneutica di Paolo VI. L’indagine, avendo cura di confrontare sempre il piano dell’omiletica e il piano delle reali scelte pastorali attuate, analizza a tutto campo l’operato di Luciani, dalle attività diocesane al suo apporto alla vita ecclesiale a livello regionale, nazionale e internazionale; ha inoltre il pregio di aver utilizzato come fonte importante materiale inedito reperito nei nove archivi storici utilizzati e in vari archivi personali. Infine, è corredato di un’ampia e interessante appendice che racchiude le testimonianze orali di venti testimoni scelti.

The aim of the thesis is to investigate the years passed in Venice by Albino Luciani, years not exhaustively studied by historiography and on which historical memory is still divided. The main evidence is the difficulty not only of Luciani, but also of all personalities who had leadership roles and responsibilities within the Church, in measuring itself with the realization of the Second Vatican Council. The interpretative hypothesis is that the main theme of all the pastoral work of the patriarch of Venice was an effort of fidelity to the Roman tradition and papal authority even through the modernization of the pastoral methods. The patriarch of Venice was particularly representative of a whole national Montinian episcopate which carried out in Italy the Council reception according to the hermeneutic proposed by Paul VI. The survey, comparing the plan of homiletics and the plan of the real pastoral options implemented, examines entirely Luciani’s work, from the diocesan activities to his contribution to regional, national and international Catholic Church. The thesis uses as sources important unpublished material retrieved in nine historical archives and in various personal archives. Finally, the thesis is accompanied with a wide and interesting appendix that contains the interviews with twenty chosen witnesses.

Ciclo XXVII

Dott. Marco Rochini
Teologia, etica e politica nel pensiero di Giovanni Battista Guadagnini /1723-1807)

La presente ricerca si propone di ricostruire la biografia intellettuale di Giovanni Battista Guadagnini (1723-1807), esponente di primo piano del giansenismo italiano del secondo Settecento. Attraverso lo studio di opere inedite e di numero rilevante di lettere scambiate con i principali protagonisti della cultura religiosa del suo tempo , si è cercato di ricostruire il pensiero teologico-politico di Guadagnini in un arco cronologico compreso tra la fine degli anni Sessanta del Settecento e i primi anni del XIX secolo.

This research aims at presenting the intellectual biography of Giovanni Battista Guadagnini (1723-1807), one of the most important exponents of the 18th century Italian Jansenism. Through the study of unpublished works and a significant number of letters exchanged with the main protagonists of the religious culture of his time, we tried to study the Guadagnini’s theological-political thought between the end of the 18th century and the first years of the 19th century.

Ciclo XXV

Dott.ssa Isabella Guanzini
Utopia nel Cristianesimo. Hegel e Paolo: il concetto di amore nelle Jugendschriften

Le Jugendschriften di Hegel rappresentano un ingresso privilegiato nella comprensione dell’intero sistema hegeliano. Nonostante la critica le abbia per molto tempo considerate carte giovanili dense di un afflato romantico e mistico destinato a essere sostanzialmente abbandonato nell’impianto speculativo-razionale della maturità, questa ricerca intende illustrare, in questi scritti, la formazione statu nascenti degli assi fondamentali del suo pensiero. Da questa ricognizione emerge il ruolo sistematico dell’indagine hegeliana sulle strutture portanti della forma religiosa, colta soprattutto nell’Aufhebung dello spirito della Legge nella nuova legge dello Spirito. In relazione a tale assunto ermeneutico, sono sottoposte a una disamina analitica il rapporto dialettico fra legge e amore, il contrasto fra spirito e lettera, il concetto di destino, la nozione di positività, il senso escatologico del tempo, il progetto di una nuova vitalità religiosa per la sua epoca. La ricerca intende illuminare la connessione di queste figure, e in particolare quelle di legge e di amore, che costituiscono i luoghi fondamentali della prima elaborazione della dialettica, con lo sfondo teologico delle Lettere di Paolo, che il giovane Hegel studia e analizza nel suo periodo di formazione a Stoccarda, a Tubinga e a Francoforte.

Hegel’s Jugendschriften represent a privileged way in the understanding of the whole Hegelian speculative system. Many critics have considered them for a long time as juvenile papers dense of romantic and mystical afflatus, destined to be substantially abandoned in the speculative-rational works of his maturity. This research aims at illustrating the development of the fundamental axis of Hegel’s thought in the philosopher’s early writings. From this recognition emerges the systematic role of the investigation into the religious form, perceived above all in the abolishment (Aufhebung) of the spirit of the Law in the law of the Spirit and in its preserving. With regard to this hermeneutical assumption, the research examines analytically the dialectical relationship between law and love, the Letter/Spirit contrast, the concept of destiny, the notion of positivity, the eschatological meaning of time, the project of a new religious vitality for his epoch. This study aims at enlightening the connection of these figures and, above all, of the categories of law and love, which constitute the basis for the elaboration of the dialectics, with the theological background of Paul’s Epistles, which Hegel had studied during his education in Stuttgart, Tubingen and Frankfurt.

Ciclo XXIV

Dott.ssa Elena Tealdi
Il Vade mecum in tribulatione di Giovanni di Rupescissa. Edizione critica

Il Vade mecum in tribulatione, scritto nel 1356 dal frate minore Giovanni di Rupescissa, è un breve testo di carattere profetico-apocalittico, scritto con l'intento di guidare i Cristiani attraverso un'imminente tribolazione, attesa entro il 1370. La tradizione manoscritta latina comprende quaranta codici, divisi in tre gruppi: la versione integrale del Vade mecum; una versione epitomata; altri casi di riassunti del testo. La ratio editionis mostra le caratteristiche di ciascuna di queste famiglie e la struttura complessiva dello stemma codicum ipotizzato. La versione integrale e l'epitome sono edite criticamente, mentre gli altri casi di riassunti sono trascritti parzialmente o integralmente, secondo la loro originalità rispetto alla forma integrale. Lo studio introduttivo, che precede l'edizione, affronta i seguenti argomenti: l'uso delle fonti profetiche e il confronto con la tradizione francescano-spirituale e con le 'profezie papali' medievali; la teorizzazione e la struttura dell'ermeneutica storica di Rupescissa; l'evoluzione del genere della 'profezia politica'.

The Vade mecum in tribulatione, written in 1356 by the minor friar John of Rupescissa, is a short text, oriented in a prophetical-apocalyptical direction with the aim to lead the Christians across an imminent persecution, expected before the year 1370. The Latin tradition comprehends forty manuscripts, divided in three groups: the integral version of the Vade mecum; the epitome version; other kinds of summary and abstract of the text. The ratio editionis explains the characteristics of each family and the structure of the stemma codicum. The integral version and the epitome are separately edited, while the other summaries are partially or integrally transcribed, according to their originality. The introductory study, that precedes the edition, faces these arguments: the use of the prophetic sources and the comparison with the spiritual Franciscan tradition and the 'papal prophecies'; the structure and the finalization of an historical hermeneutic; the evolution of the genre of 'political prophecy'.