Università Cattolica del Sacro Cuore

Dottorati di Ricerca

La Facoltà di Lettere e Filosofia ha istituito una Scuola di dottorato in Studi Umanistici. Tradizione e contemporaneità unitaria.

I percorsi di approfondimento della Scuola di dottorato sono i seguenti:

  • Culture della comunicazione, media e arti dello spettacolo
  • Filologia e letteratura medievale e moderna
  • Scienze dell'antichità
  • Scienze filosofiche
  • Scienze religiose
  • Scienze storiche
  • Storia dell'arte e archeologia

Per informazioni rivolgersi all'Ufficio Dottorati di ricerca:
Via Carducci 28/30
20123 Milano
Tel. 02-7234.5633 - Fax 02-7234.5246
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Dottorati in corso

Dott. Andrea Scalia (XXXVII ciclo)
Titolo: Tensioni sociali nello specchio della dottrina: il De duodecim questionibus e il De octo questionibus di Onorio Augustodunense (†1155 ca.).
Tutor: prof. Marco Rainini

Dott.ssa Chiara Bonomelli (XXXVIII)
Titolo: L’arcivescovo e il mondo. I viaggi di Carlo Maria Martini.
Tutor: prof.ssa Raffaella Perin

Dott.ssa Maddalena Terraneo (XXXIX)
Titolo: L'abbaglio del mezzogiorno: vita e fortuna del demone meridiano".
Tutor: prof. Giuliano Chiapparini

Tesi di dottorato

CICLO XXXV

Dott. Federico Ferrari
Ernesto Buonaiuti docente universitario. Carteggi inediti e documentazione vaticana.

Nei propri scritti autobiografici, così come nei numerosi carteggi Ernesto Buonaiuti ha più volte indicato la propria attività di docente universitario come la più alta espressione del suo ministero sacerdotale e nel contempo lo studio della storia – secondo il moderno metodo critico – come il locus theologicus della Rivelazione. La ricerca prende avvio delineando in che modo Buonaiuti declinasse il proprio ruolo di docente, quale rete di contatti avesse e soprattutto quali fossero le accuse scagliate dall’autorità ecclesiastica contro l’attività del professor Buonaiuti. Senza abbandonare uno specifico interesse per l’opera intellettuale del sacerdote romano e così pure per la relativa recezione della sua opera da parte vaticana, lo studio ha seguito l’iter di condanna del sacerdote da parte della Chiesa cattolica e della funesta alleanza di questa con il fascismo al fine di rendere innocuo e inattivo “l’apostolato accademico” di Buonaiuti prima in Italia e poi anche all’estero. Grazie all’utilizzo di alcuni carteggi inediti è stato possibile fornire o puntualizzare alcuni aspetti di quest’ultime vicende riguardanti la biografia del sacerdote modernista; queste fonti rendono inoltre testimonianza del clima intellettuale europeo negli anni compresi fra la fine della Grande Guerra e la fine del Secondo conflitto mondiale.

In his autobiographical writings, as well as in his abundant correspondence, Ernesto Buonaiuti has consistently stated that his work as a university professor was the highest manifestation of his priesthood, while at the same time, his study of history, according to the modern critical method, represented the locus teologicus of Revelation. The research begins by outlining how Buonaiuti understood his role as a docent, what network of contacts he had and, in particular, what accusations the ecclesiastical authorities cast against his activity. Without abandoning a specific interest in the Roman priest's intellectual work and also in the relative reception of his work by the Vatican, the study explores how the Catholic Church condemned the priest and his sinister alliance with Fascism to make his 'academic apostolate' harmless and inactive first in Italy and then abroad. Thanks to the use of some unpublished correspondence, it was possible to provide or clarify certain aspects of the later events related to the biography of the modernist priest; these papers also bear witness to the European intellectual climate in the years between the end of the Great War and the end of the Second World War.

CICLO XXXIV

Dott. Carlo Bonifacio
«Apparuit in populo christiano quidam denuntians»: La Responsio obiectionibus di Arnaldo di Villanova. Storiografia, edizione critica e commento.

Il codice Roma, Archivio Generale dei Carmelitani, III Varia 1 è stato efficacemente definito uno «scrigno del tesoro» per gli studiosi di testi profetici di pieno e tardo Medio Evo. Si tratta di una vasta congerie di scritti e materiali profetici e apocalittici, cui fanno seguito testi di Guglielmo dAuvergne. Una prima sezione del codice è costituita da opere redatte da (o attribuite a) Arnaldo di Villanova, medico, teologo e riformatore religioso che fiorì tra la fine del XIII secolo e il primo decennio del XIV. Tra esse, il Tractatus quidam, intitolato da una consolidata tradizione storiografica Responsio obiectionibus, ha in particolar modo attirato lattenzione degli studiosi, divenendo oggetto di un acceso dibattito storiografico. In seno alla storiografia è infatti presto emersa una contrapposizione tra sostenitori e oppositori dellattribuzione del testo al medico catalano, acuitasi nel corso del tempo: ciò non ha permesso di giungere a una risoluzione condivisa del dibattito, nel corso del quale anche datazione e finalità del testo sono state oggetto di disputa. Il presente studio si prefigge di analizzare ex novo i dati codicologici, testuali e documentari al fine di tentare di trovare una soluzione alle questioni aperte, proponendo infine unedizione critica del testo.

The codex Roma, Archivio Generale dei Carmelitani, III Varia 1 has been effectively defined as a “treasure-trove" for scholars of prophetic texts of the High and Late Middle Ages. It is an ample collection of prophetic and apocalyptic works and materials, followed by texts by William of Auvergne. The first section consists of works written by (or attributed to) Arnau of Villanova, physician, theologian and religious reformer who flourished between the end of the 13th century and the first decade of the 14th. Among them, the Tractatus quidam, which has been called Responsio obiectionibus by a consolidated historiographic tradition, has particularly attracted the attention of scholars, becoming the object of a heated historiographical debate. In fact, a contrast has emerged between supporters and opponents of the attribution of the text to the Catalan physician, which intensified over time. This did not allow for a shared resolution of the debate, within which the date and purpose of the text have been disputed as well. This study analyzes ex novo the codicological, textual and documentary data in order to offer a solution to questions still unsolved. In conclusion, the study presents a critical edition of the text.

CICLO XXXII

Dott.ssa Francesca Perugi
Carlo Maria Martini presidente del Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa (1986-1993)

Lo studio ricostruisce i sette anni di presidenza di Carlo Maria Martini al Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (CCEE) dal 1986 al 1993, attraverso la documentazione conservata presso l’archivio Martini, depositato all’Archivio diocesano di Milano, e l’Archivio del CCEE, conservato a San Gallo. La ricerca mette in luce alcuni argomenti: la consistenza del dialogo ecumenico in Europa; il tema della collegialità all’interno della Chiesa cattolica; la discussione sul significato di 'nuova evangelizzazione' europea; l’unificazione dell’Europa e la ripresa dei rapporti tra vescovi cattolici occidentali e orientali. La ricerca dunque si focalizza su questi quattro temi nel tentativo di inserirli nell’ampia cornice del dibattito cattolico tra anni Ottanta e Novanta.

The research focuses on Carlo Maria Martini's presidency of the Council of Bishops’ Conferences of Europe (CCEE) from 1986 to 1993. The documents are stored in the diocesan archive of Milan and in the CCEE’s archive in St. Gallen. The research highlights four topics. The first one is the ecumenical dialogue in Europe in the 80s. The second one is the collegiality in the Catholic Church during John Paul II’s pontificate. The third one is the debate on the significance of 'new evangelization' for the Catholic Church. The fourth one is the role of the Catholic Church in the unification process of Europe after the collapse of the soviet system after 1989.

CICLO XXXI

Dott.ssa Anna Pessina
Analisi filologica e storico-teologica di un inno pasquale primigenio. Il caso di Mt 27,51b – 53

L'elaborato analizza e ricostruisce la storia del testo del brano neotestamentario di Mt 27,51b-53. Il breve componimento, di natura innodica, assume particolare rilievo per la sua collocazione all’interno del racconto della passione, cuore dell’annuncio evangelico. Attraverso l’applicazione di una metodologia che tenga conto delle peculiarità di origine, redazione e trasmissione della letteratura protocristiana, il passo in questione è assunto come caso di studio per una rivalutazione, nella constitutio textus del Nuovo Testamento, della c.d. tradizione indiretta, non sempre adeguatamente valutata dalla filologia tradizionale. Il lavoro è strutturato in due macro-sezioni: la prima, filologica, volta a far emergere, attraverso l’analisi delle citazioni indirette, la forma testuale più antica. Particolare attenzione è rivolta all’espressione «dopo la sua risurrezione», non presente nella fase primitiva del testo. La seconda sezione, storico-teologica, analizza il contesto di formazione e utilizzo della pericope, avallando l’ipotesi di un’origine innodica del brano. Esso sarebbe stato un materiale liturgico precedente, forse giudeo-cristiano, a disposizione della comunità e fatto qui confluire dal redattore del Vangelo per celebrare il sacrificio di Gesù. Vengono, infine, indagate le motivazioni teologiche che potrebbero aver contribuito, tra il III e il IV secolo, alla modifica del dettato testuale più antico.

The thesis aims to reconstruct the history of the text of Matt 27:51b-53. This brief composition, probably a hymn, is particularly relevant for its arrangement in the passion narrative, which is the most important point of the Gospel’s kerygma. By applying a methodology that takes into consideration the peculiarity of the origin, the redaction, and the transmission of the earliest Christian literature, these verses are assumed as a study case, in order to value the indirect tradition in the reconstruction of the text of the New Testament. The work is divided into two parts: the first one, philological, brings out, through the indirect quotations, the earliest form of the text, which is partly different from the canonical one. Here, the sentence «after his resurrection» is relevant because it was not present in the primitive text. The second section analyses the context and the employment of the Matthean pericope in order to confirm the hypothesis of the hymn. It might have been a liturgical material, perhaps Jewish-Christian, used by the community and added to the Gospel by the redactor. Finally, this study takes into account the theological reasons that could have caused, within the third and fourth centuries, the modification of the earliest text.

Ciclo XXX

Dott. Giacomo Raffo
In Mysterio an veritate. La disputa eucaristica carolingia tra esegesi e auctoritas patrum

La tesi prende in considerazione i tre trattati dallo stesso titolo, De corpore et sanguine Domini, sull’eucaristia composti nel IX secolo da Pascasio Radberto, Gotescalco d’Orbais e Ratramno di Corbie, analizzandoli sotto due diversi aspetti. In una prima parte se ne ricostruiscono i rapporti interni e i loro legami con le controversie teologiche e filosofiche dell’epoca, soprattutto con quella della predestinazione e della nascita verginale di Maria. A conclusione di questa analisi viene proposta una datazione relativa della composizione dei trattati differente da quella comunemente accolta, valorizzando un frammento del trattato di Gotescalco testimoniato da un solo manoscritto nella Biblioteca Reale di Bruxelles. In una seconda parte, a partire da una rilevazione sistematica di tutti i passi biblici e patristici citati nei tre trattati (riportata nelle tabelle in appendice), si prendono invece in considerazione le pratiche esegetiche in essi attuate, cercando di mettere in luce la metodologia di lavoro degli autori nei confronti delle fonti patristiche. In particolare viene svolta l’analisi dell’interpretazione di un passo di Ambrogio, presente nel De Mysteriis e nel De sacramentis, che risulta cruciale per l’argomentazione di ciascuno dei testi in causa.

The thesis considers three treatises of the same title, De corpore et sanguine Domini, on the Eucharist composed in the ninth century by Paschasius Radbertus, Gottschalk of Orbais and Ratramnus of Corbie, analyzing them under two different aspects. In a first part the internal relations and their ties with the theological and philosophical controversies of the period are reconstructed, above all with that of predestination and the virginal birth of Mary. At the end of this analysis a different date, relative to the composition of the treatises, is proposed from the one commonly accepted, valuing a fragment of the Gottschalk treaty testified by a single manuscript in the Royal Library of Brussels. In a second part, starting from a systematic survey of all the biblical and patristic passages mentioned in the three treatises (shown in the tables in the appendix), the exegetical practices implemented in them are taken into consideration, trying to highlight the methodology each author applies in handling the patristic sources. In particular, the analysis of the interpretation of a passage by Ambrose, present in De Mysteriis and in the De sacramentis, which is crucial for the argumentation of each of the texts in question, is carried out.

Ciclo XXIX

Dott.ssa Francesca Campigli
Il cammino neocatecumenale. Genesi di una realtà ecclesiale attraverso lo studio delle fonti

Il lavoro si propone come studio sul Cammino Neocatecumenale dalle sue origini ai giorni d’oggi attraverso l’analisi degli elementi caratteristici del movimento (la sua struttura, le pratiche liturgiche e i seminari Redemptoris Mater). Basata su fonti archivistiche conservate negli archivi diocesani di Madrid e Firenze, la ricerca ricostruisce la vicenda storica del movimento fin dalle sue primissime fasi, tanto nell’opera del fondatore Francisco 'Kiko' Argüello, quanto nell’intervento di altre figure ecclesiali (l’arcivescovo di Madrid, Casimiro Morcillo, e don Dino Torreggiani, fondatore dei Servi della Chiesa). La ricerca è stata poi ampliata dall’utilizzo di fonti inedite interne al Cammino Neocatecumenale (Direttorio catechetico) e dai documenti curiali e pontifici che hanno regolato l’inserimento dell’esperienza Neocatecumenale nel contesto più ampio dell’atteggiamento della Chiesa cattolica nei confronti delle associazioni, movimenti e gruppi laicali nei decenni che fecero seguito al Concilio Vaticano II. In questo contesto la ricerca evidenzia inoltre alcune analogie tra l’intuizione originaria dell’Argüello e le espressioni del dissenso cattolico degli anni Sessanta e Settanta all’interno delle quali ha avuto luogo la ripresa di certi aspetti della teologia di Dietrich Bonhoeffer nel messaggio proprio del Cammino Neocatecumenale.

The research aims to study the Neocatechumenal Way from its foundation right up to nowadays through the movement’s peculiar aspects (its structure, liturgical practices and the Redemptoris Mater seminaries). Based on documents preserved in the diocesan archives of Madrid and Firenze, the survey reconstructs the movement’s history from its beginnings, so much in its founder’s (Francisco “Kiko” Argüello) work, as in the intervention of other ecclesial figures (the archbishop of Madrid, Casimiro Morcillo, and don Dino Torreggiani, founder of the Servi della Chiesa). The survey has been expanded using unpublished sources within the Neocatechumenal Way (Direttorio catechetico) and the curial and papal documents that set the insertion of the Neocatechumenal’s experience into the wider context of the Catholic Church’s attitude towards associations, movements and lay groups in the decades that followed the Second Vatican Council. In this context, the research also highlights some similarities between the Argüello’s original intuition and the expressions of Catholic dissent of the Sixties and Seventies in which the resumption of certain aspects of Dietrich Bonhoeffer’s theology took place in the message of the Neocatechumenal Way.

Dott. Giuliano Chiapparini
Gli Excerpta ex Theodoto di Clemente Alessandrino. Introduzione, testo, traduzione e commento

L'opera presenta una nuova edizione critica del testo greco degli Estratti da Teodoto di Clemente Alessandrino oltre alla prima traduzione italiana completa. Alcuni capitoli introduttivi e un esteso commento permettono di apprezzare la ricchezza di contenuti di questa fonte di inizio III sec. per lo studio dello gnosticismo, letteratura cristiana antica, patristica e storia del dogma. Gli Estratti da Teodoto non sono una raccolta di frammenti originali copiati da fonti gnostiche principalmente valentiniane, come si crede abitualmente. A un'analisi approfondita essi appaiono come una collezione di tredici frammenti tratti dalle Ipotiposi, un'opera perduta di Clemente. La natura e il contenuto di questi frammenti mostrano che la tradizionale suddivisione degli ETh in quattro sezioni (Sagnard) non è ricevibile. Deve pure essere abbandonato il tentativo di individuare precisamente le parti 'valentiniane' e 'clementine'. Clemente riporta raramente citazioni letterali tratte dalle sue fonti, mentre molto spesso presenta le dottrine 'eterodosse' in modo indiretto, proponendo delle sintesi ('epitomes'). Nella prima parte degli ETh Clemente presenta e discute soprattutto dottrine valentiniane, probabilmente 'orientali'. Tuttavia, a partire principalmente dal frammento 11 illustra il pensiero di Teodoto. Costui sembra abbia sviluppato e modificato dottrine del valentinianesimo 'occidentale', come dimostra il confronto con la 'Grande Notizia' di Ireneo.

The work presents a new critical edition of the greek text of Excerpta ex Theodoto of Clement of Alexandria together with the first complete Italian translation. Some introductory chapters and an extensive commentary allow you to appreciate the richness of the contents of this early third century source for the study of Gnosticism, ancient Christian literature, patristic and history of dogma. The ETh are not a collection of original fragments copied from Gnostic sources mainly valentinian, as believed too routinely. For an in-depth analysis they appear to be a compilation of thirteen fragments from Hypotyposeis, lost work of Clement. The nature and extent of these fragments show that the traditional division of the ETh in four sections is unacceptable. It must also be abandoned the attempt to accurately identify 'valentinian' and 'clementinian' parts. Clement shows a few quotes verbatim from his sources. Very often shows 'heterodox' doctrines indirectly proposing summaries ('epitomes'). In the first part of the collection Clement presents and discusses especially valentinian doctrines, probably 'eastern'. Instead, starting mainly from the fragment 11, he presents the Theodotus thought. He seems develope and modify doctrines of 'western' valentinianism, as demonstrated by the comparison with the 'Great Notice' of Irenaeus.

Dott.ssa Francesca Minonne
Modalità di lettura ed esegesi dei testi nel secondo secolo tra cristiani e pagani

La tesi intende fornire un contributo agli studi sulle modalità di lettura e di analisi dei testi messe in atto dagli autori cristiani del secondo secolo, in costante confronto con le stesse pratiche applicate dai contemporanei rappresentanti delle élites intellettuali non cristiane. La testualità riveste un ruolo centrale nel processo di formazione di un’identità cristiana e nella costruzione di un discorso che ne sia espressione e legittimazione. Ci si propone, dunque, di approfondire se e quanto la definizione di una normatività testuale, specificamente cristiana, sia debitrice a un confronto che si svolge a livello della lettura come base per l’interpretazione di un testo. I passi selezionati seguono la scansione dei diversi momenti di analisi testuale propri della τέχνη γραμματική: i dibattiti in merito alle variae lectiones, agli errori grafici e alle interpolazioni volontarie dei copisti, l’uso della tropologia, le riflessioni sulla dispositio e sull’ordo verborum, lo studio degli etimi, le valutazioni morfologiche e sintattiche. Questo metodo favorisce un tentativo di campionatura dei testi volto a far emergere l’utilizzo delle modalità di lettura tradizionali nelle opere degli autori cristiani del secondo secolo.

This thesis aims at contributing to the studies on reading practices of text analysis applied in the second century by Christian authors, in comparison with the same tools used by contemporary non-Christian intellectuals. Textuality had a key role in the process of formation of Christian identity and construction of the discourse through which Christianism was expressed and legitimized. It is therefore important to examine how textual debates influenced the constitution of a normative canon of Scriptures. The selected passages are gathered according to the different steps of text analysis in ancient grammar: discussions on variae lectiones, graphic errors and voluntary interpolations made by copyists, the use of tropology, reflections on dispositio and ordo verborum, studies in etymology, morphological and syntactic analysis. This method fosters an attempt to textual sampling in order to identify the use of traditional reading practices in the works of second-century Christian authors.

Ciclo XXVIII

Dott.ssa Patrizia Luciani
Albino Luciani Patriarca di Venezia (1970-1978)

L’obiettivo della tesi è di indagare gli anni trascorsi a Venezia da Albino Luciani, anni non esaurientemente approfonditi dalla storiografia e sui quali la memoria storica è ancora divisa. L’evidenza principale che ne scaturisce è la difficoltà non solo di Luciani, ma di tutte le personalità che avevano ruoli di guida e di responsabilità all’interno della Chiesa, nel misurarsi con l’attuazione del Concilio Vaticano II. L’ipotesi interpretativa proposta è che il filo conduttore di tutta l’opera pastorale del presule bellunese sia stato uno sforzo di fedeltà alla tradizione romana e all’autorità papale seppur attraverso l’ammodernamento dei metodi pastorali utilizzati. Il patriarca di Venezia è risultato particolarmente rappresentativo di tutto un episcopato nazionale montiniano che ha attuato in Italia le ricezione conciliare secondo l’ermeneutica di Paolo VI. L’indagine, avendo cura di confrontare sempre il piano dell’omiletica e il piano delle reali scelte pastorali attuate, analizza a tutto campo l’operato di Luciani, dalle attività diocesane al suo apporto alla vita ecclesiale a livello regionale, nazionale e internazionale; ha inoltre il pregio di aver utilizzato come fonte importante materiale inedito reperito nei nove archivi storici utilizzati e in vari archivi personali. Infine, è corredato di un’ampia e interessante appendice che racchiude le testimonianze orali di venti testimoni scelti.

The aim of the thesis is to investigate the years passed in Venice by Albino Luciani, years not exhaustively studied by historiography and on which historical memory is still divided. The main evidence is the difficulty not only of Luciani, but also of all personalities who had leadership roles and responsibilities within the Church, in measuring itself with the realization of the Second Vatican Council. The interpretative hypothesis is that the main theme of all the pastoral work of the patriarch of Venice was an effort of fidelity to the Roman tradition and papal authority even through the modernization of the pastoral methods. The patriarch of Venice was particularly representative of a whole national Montinian episcopate which carried out in Italy the Council reception according to the hermeneutic proposed by Paul VI. The survey, comparing the plan of homiletics and the plan of the real pastoral options implemented, examines entirely Luciani’s work, from the diocesan activities to his contribution to regional, national and international Catholic Church. The thesis uses as sources important unpublished material retrieved in nine historical archives and in various personal archives. Finally, the thesis is accompanied with a wide and interesting appendix that contains the interviews with twenty chosen witnesses.

Ciclo XXVII

Dott. Antonio Cuciniello
Prophetic Words, God's Words. An Analysis of the Stories and Speeches of the Prophets in the Qur'an.

La tesi ha come oggetto la questione dei profeti e della loro lingua nel testo coranico, conducendo un esame sistematico delle narrazioni e dei discorsi profetici, durante tutto il corso della storia, a partire da Adamo, con l’intento di introdurre una lettura simmetrica delle storie tra episodi e lingua usata. L’accento è stato posto sugli aspetti filologici, concentrando l’analisi sulla versione araba del Corano, al fine di cercare di delineare profili personali e allo stesso tempo tentare di contrastare un approccio che sostiene che tutti gli inviati coranici abbiano solo una funzione strumentale alla missione di Muhammad.

The object of the dissertation is the study of the prophets and their language in the Qur’anic text, by carrying out a systematic examination of the Qur’anic narratives of the prophets and their speeches, throughout the whole course of history, starting from Adam, with the intent to introduce a symmetrical reading of the stories between incidents and the specific language. Emphasis has been put on the philological aspects, by concentrating the analysis on the Arabic version of the Qur’an, in order to try to design personal profiles and, at the same time, to attempt to counter an approach that claims to see all the Qur’anic envoys only in their instrumental function in the mission of Muhammad.

Dott. Marco Rochini
Teologia, etica e politica nel pensiero di Giovanni Battista Guadagnini /1723-1807)

La presente ricerca si propone di ricostruire la biografia intellettuale di Giovanni Battista Guadagnini (1723-1807), esponente di primo piano del giansenismo italiano del secondo Settecento. Attraverso lo studio di opere inedite e di numero rilevante di lettere scambiate con i principali protagonisti della cultura religiosa del suo tempo , si è cercato di ricostruire il pensiero teologico-politico di Guadagnini in un arco cronologico compreso tra la fine degli anni Sessanta del Settecento e i primi anni del XIX secolo.

This research aims at presenting the intellectual biography of Giovanni Battista Guadagnini (1723-1807), one of the most important exponents of the 18th century Italian Jansenism. Through the study of unpublished works and a significant number of letters exchanged with the main protagonists of the religious culture of his time, we tried to study the Guadagnini’s theological-political thought between the end of the 18th century and the first years of the 19th century.

Ciclo XXV

Dott.ssa Isabella Guanzini
Utopia nel Cristianesimo. Hegel e Paolo: il concetto di amore nelle Jugendschriften

Le Jugendschriften di Hegel rappresentano un ingresso privilegiato nella comprensione dell’intero sistema hegeliano. Nonostante la critica le abbia per molto tempo considerate carte giovanili dense di un afflato romantico e mistico destinato a essere sostanzialmente abbandonato nell’impianto speculativo-razionale della maturità, questa ricerca intende illustrare, in questi scritti, la formazione statu nascenti degli assi fondamentali del suo pensiero. Da questa ricognizione emerge il ruolo sistematico dell’indagine hegeliana sulle strutture portanti della forma religiosa, colta soprattutto nell’Aufhebung dello spirito della Legge nella nuova legge dello Spirito. In relazione a tale assunto ermeneutico, sono sottoposte a una disamina analitica il rapporto dialettico fra legge e amore, il contrasto fra spirito e lettera, il concetto di destino, la nozione di positività, il senso escatologico del tempo, il progetto di una nuova vitalità religiosa per la sua epoca. La ricerca intende illuminare la connessione di queste figure, e in particolare quelle di legge e di amore, che costituiscono i luoghi fondamentali della prima elaborazione della dialettica, con lo sfondo teologico delle Lettere di Paolo, che il giovane Hegel studia e analizza nel suo periodo di formazione a Stoccarda, a Tubinga e a Francoforte.

Hegel’s Jugendschriften represent a privileged way in the understanding of the whole Hegelian speculative system. Many critics have considered them for a long time as juvenile papers dense of romantic and mystical afflatus, destined to be substantially abandoned in the speculative-rational works of his maturity. This research aims at illustrating the development of the fundamental axis of Hegel’s thought in the philosopher’s early writings. From this recognition emerges the systematic role of the investigation into the religious form, perceived above all in the abolishment (Aufhebung) of the spirit of the Law in the law of the Spirit and in its preserving. With regard to this hermeneutical assumption, the research examines analytically the dialectical relationship between law and love, the Letter/Spirit contrast, the concept of destiny, the notion of positivity, the eschatological meaning of time, the project of a new religious vitality for his epoch. This study aims at enlightening the connection of these figures and, above all, of the categories of law and love, which constitute the basis for the elaboration of the dialectics, with the theological background of Paul’s Epistles, which Hegel had studied during his education in Stuttgart, Tubingen and Frankfurt.

Ciclo XXIV

Dott.ssa Elena Tealdi
Il Vade mecum in tribulatione di Giovanni di Rupescissa. Edizione critica

Il Vade mecum in tribulatione, scritto nel 1356 dal frate minore Giovanni di Rupescissa, è un breve testo di carattere profetico-apocalittico, scritto con l'intento di guidare i Cristiani attraverso un'imminente tribolazione, attesa entro il 1370. La tradizione manoscritta latina comprende quaranta codici, divisi in tre gruppi: la versione integrale del Vade mecum; una versione epitomata; altri casi di riassunti del testo. La ratio editionis mostra le caratteristiche di ciascuna di queste famiglie e la struttura complessiva dello stemma codicum ipotizzato. La versione integrale e l'epitome sono edite criticamente, mentre gli altri casi di riassunti sono trascritti parzialmente o integralmente, secondo la loro originalità rispetto alla forma integrale. Lo studio introduttivo, che precede l'edizione, affronta i seguenti argomenti: l'uso delle fonti profetiche e il confronto con la tradizione francescano-spirituale e con le 'profezie papali' medievali; la teorizzazione e la struttura dell'ermeneutica storica di Rupescissa; l'evoluzione del genere della 'profezia politica'.

The Vade mecum in tribulatione, written in 1356 by the minor friar John of Rupescissa, is a short text, oriented in a prophetical-apocalyptical direction with the aim to lead the Christians across an imminent persecution, expected before the year 1370. The Latin tradition comprehends forty manuscripts, divided in three groups: the integral version of the Vade mecum; the epitome version; other kinds of summary and abstract of the text. The ratio editionis explains the characteristics of each family and the structure of the stemma codicum. The integral version and the epitome are separately edited, while the other summaries are partially or integrally transcribed, according to their originality. The introductory study, that precedes the edition, faces these arguments: the use of the prophetic sources and the comparison with the spiritual Franciscan tradition and the 'papal prophecies'; the structure and the finalization of an historical hermeneutic; the evolution of the genre of 'political prophecy'.