Università Cattolica del Sacro Cuore

Segnalazione volumi

2022

Copertina

Francesca Perugi, Storia di una sconfitta. Carlo Maria Martini e la Chiesa in Europa (1986-1993), Roma: Carocci, 2022.

Quale futuro per la Chiesa cattolica in Europa? Tra il 1986 e il 1993, mentre l’Europa cambiava il proprio assetto politico, Carlo Maria Martini fu presidente del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa e cercò di rispondere a questa domanda insieme ai vescovi di alcune grandi città europee, tra cui Godfried Danneels, Basil Hume e Karl Lehmann.

Il libro, attraverso documenti inediti, traccia il dibattito interno alla Chiesa cattolica europea su tre grandi temi: il dialogo ecumenico, il significato di 'nuova evangelizzazione' dell’Europa, l’attuazione della collegialità episcopale. Martini e il 'gruppo di San Gallo' trovarono infatti nel Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa un luogo dove elaborare un progetto di Chiesa in dialogo con la modernità, senza atteggiamenti di condanna, capace di proporre una fede vissuta da cattolici adulti in una società plurale. Quella del gruppo di San Gallo rimase però una linea minoritaria, che trovò crescenti opposizioni nella curia romana fino a essere scartata come opzione per il futuro della Chiesa in Europa.

2021

Copertina

Gian Luca PotestàDante in conclave. La Lettera ai cardinali, Milano: Vita e Pensiero, 2021.

Mentre inizia a Carpentras (primavera 1314) il conclave per scegliere il successore di Clemente V, Dante scrive ai cardinali italiani. Come un nuovo Geremia, lamenta l’avvenuto abbandono di Roma e li implora di trovare un’intesa contro i guasconi e lottare per un papa che chiuda la fase avignonese. L’appello prende forza dall’invettiva contro il defunto Matteo Rosso Orsini e il cugino Napoleone. L’antica inimicizia e le irriducibili divergenze fra i potenti cardinali romani avevano bloccato a lungo il conclave precedente, da cui era uscito infine eletto, a sorpresa, l’arcivescovo di Bordeaux (1305). Dante li rimprovera in quanto principali responsabili di quella scelta dannosa, frutto di calcoli infondati, puntigli ottusi, accordi sacrileghi, da lui rievocati in scatti rapidi e allusivi.

Il testo della Lettera, conservato in un solo manoscritto allestito dal giovane Boccaccio, è ricco di acrobazie sintattiche ed espressioni oscure. Creduto pieno di errori di copiatura, è stato sottoposto dai critici a correzioni spesso disinvolte e arbitrarie. Questo libro ritorna al testo tramandato e ne dà una nuova edizione il più possibile aderente ad esso.

Decifrando integralmente per la prima volta riferimenti a personaggi, vicende e scritti dell’epoca, l'autore recupera una fonte importante per la storia della Chiesa romana dall’abdicazione di Celestino V al primo decennio avignonese. Conoscitore disincantato di conflitti di poteri e dinamiche di corruzione nelle gerarchie, Dante incarna una figura nuova di intellettuale, di laico che nella Chiesa rivendica la parola in virtù della sua fede e conoscenza dei fatti.

Qui il poeta e letterato si presenta come profeta, fiero di proclamare da solo e dal basso ciò che tutti sanno, ma nessuno ha il coraggio di dire. Il testo non è un’esercitazione letteraria né una lettera aperta, ma un drammatico richiamo a non rassegnarsi e ad agire al più presto. Ricevuta e letta dai cardinali italiani, la Lettera offrì a Napoleone Orsini una traccia per la sua richiesta di aiuto rivolta poco dopo a Filippo il Bello: ultimo, vano tentativo di rovesciare l’esito di una prova ormai impari.

Copertina

Paolo Branca e Antonio CucinielloPer una fratellanza umana. Cristiani e musulmani uniti nella diversità, Roma: Edizioni Paoline, 2021.

A partire dal Documento sulla Fratellanza umana, firmato ad Abu Dhabi da papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyib il 5 febbraio 2019, il volume rilegge tale documento alla luce dei rapporti che la Chiesa cattolica ha stabilito con i musulmani, con particolare attenzione dall’inizio del pontificato di Francesco, promuovendo comprensione e rispetto reciproci.

Allo stesso tempo, vengono approfonditi i concetti di incontro e dialogo nella loro concreta fattibilità, affinché il Documento «diventi oggetto di ricerca e riflessione in tutte le scuole, università e istituti di istruzione e ricerca come contributo all’educazione delle giovani generazioni per il bene della pace e la difesa dei diritti degli oppressi e degli ultimi».

Copertina

Paolo BrancaAdab ’arabi. Pagine di letteratura araba dagli inizi ai nostri giorni, Milano: Edizioni Ares, 2021.

La vastissima produzione letteraria in lingua araba, in versi e in prosa, copre un periodo di tempo e un’area geografica d’impressionante ampiezza. Per la prima volta in lingua italiana questa antologia ne offre in forma rigorosa, ma accessibile a tutti, una visione d’insieme, non cioè limitata a un solo genere né a una determinata epoca.

Partendo dal periodo pre-islamico e giungendo fino alla realtà degli Stati nazionali moderni, con attenzione alle dinamiche storiche interne a questo mondo e ai suoi rapporti con le civiltà circostanti, questo safari porterà il lettore a scoprire i maggiori autori e le opere più significative di una delle compagini linguistico-culturali più complesse e affascinanti della letteratura mondiale.

Copertina

Antonio Cuciniello e Stefano Pasta (a cura di), Studenti musulmani a scuola. Pluralismo, religioni e intercultura (Biblioteca di Testi e Studi 1349), Roma: Carocci, 2021.

Quali domande pongono alla scuola italiana i bambini e i ragazzi, in particolare 'di seconda generazione', che professano la religione islamica? Come parlare dell’islam, contrastare l’analfabetismo religioso, l’islamofobia online e offline, prevenire le forme di radicalizzazione? Quali scelte didattiche sottolineano i punti di contatto e gli intrecci storico-religiosi fra Occidente e civiltà araboislamica? E ancora: che forma assumono festività, insegnamento e simboli religiosi alla prova del pluralismo sui banchi di scuola?

Il volume, promosso dal Centro di ricerca sulle Relazioni interculturali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, intende rispondere a questi interrogativi. Nasce dal progetto PriMED – Prevenzione e interazione nello spazio trans-mediterraneo, che ha visto il coinvolgimento di 22 università (italiane e straniere) e il sostegno del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Si tratta di una grande rete di cooperazione scientifica e culturale che ha unito studenti, ricercatori e docenti italiani e dei paesi dell’Organizzazione della conferenza islamica (OCI) con lo scopo di attivare una capillare opera di formazione sulle politiche dell’integrazione e sul contrasto alla radicalizzazione, sottratta a una visione esclusivamente securitaria e restituita a un’analisi più approfondita.

Dialogo interculturale, scambio, formazione e integrazione sono le parole chiave di questo viaggio tra le classi di una scuola che cambia, ma che non vuole rinunciare a educare alla cittadinanza.

2020

Copertina
Paolo Branca e Antonio Cuciniello (a cura di), Malattia, morte e cura. I musulmani e l’emergenza sanitaria (Quaderni CIRMiB 3), Milano: Vita e Pensiero, 2020.

L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha avuto un forte impatto anche sui credenti e sulle comunità religiose di ogni culto. Oltre ad aver stravolto le pratiche religiose, ha riportato all’attenzione le tematiche della sofferenza e della morte, spesso rimosse dal progresso tecnico-scientifico e dalla privatizzazione delle comuni esperienze dell’ammalarsi e del morire. Queste ineludibili tappe dell’esistenza, i relativi fattori antropologici, sociali, giuridici e le implicazioni teologico-rituali, potrebbero renderci più consapevoli e responsabili di fronte alle emergenze, condividendo con colleghi, amici e vicini di casa, di qualsiasi convinzione e religione, il semplice ma eterno mistero del soffrire e del morire.

Questo volume, attraverso una raccolta di saggi e testimonianze, ha lo scopo di presentare come siano vissute tali esperienze nelle comunità di fede musulmana. È destinato al personale socio-sanitario, ai cappellani, ai volontari, ma anche alle autorità politiche e amministrative, a quanti si occupano in generale di immigrazione, e comunque a tutte quelle persone di ‘buona volontà’ che, trovandosi a contatto con la cura di fedeli musulmani, possono nell’opera di soccorso trovare occasioni inedite di incontro e dialogo e far nascere reti di solidarietà.

Copertina
Giuliano Chiapparini (a cura di), Clemente Alessandrino, Estratti da Teodoto. Frammenti delle perdute ipotiposi. Testo originale a fronte. Letture cristiane del primo millennio, Milano, Paoline Editoriale Libri, 2020.

Gli Estratti da Teodoto, qui editi per la prima volta in italiano, sono tredici Frammenti, redatti da Clemente di Alessandria in polemica con gli scritti dello gnostico Valentino di Roma e di Teodoto. Si tratta di documenti fondamentali per la conoscenza dello gnosticismo, il grande 'avversario' delle Chiese antiche, il cui studio è sempre più al centro delle ricerche sulle origini cristiane.

Il curatore, Giuliano Chiapparini, tra i massimi esperti di queste tradizioni religiose, attraverso un'ampia introduzione e un commento dettagliato a questi straordinari Frammenti, guida il lettore alla piena comprensione del loro retroterra, del loro significato e della loro fondamentale importanza.

2019

Copertina
Antonio Cuciniello, (San) Francesco e i musulmani. Incontro e dialogo, Torino: AnankeLab, 2019.

In occasione dell’ottocentenario (1219-2019) dell’incontro tra Francesco d’Assisi e il Sultano al-Malik al-Kāmil, il presente volume si pone l’obiettivo di ripercorrere sia tale visita sia i rapporti di Papa Francesco con i musulmani dall’inizio del suo pontificato. Trasversalmente a queste due tematiche vengono affrontati i concetti di incontro e dialogo, nella loro potenzialità ed effettiva fattibilità.

In un momento storico come quello che stiamo vivendo, la promozione della mutua comprensione e il rispetto fra le diverse religioni, evidenti nella valenza simbolica del gesto del Santo di Assisi e nell’impegno di Papa Francesco, non rappresentano sforzi inutili. Al contrario, oggi più che mai sono indispensabili per prevenire, soprattutto tra le giovani generazioni, derive radicali.

Con Prefazione di Fr. Francesco Patton OFM – Custode di TerraSanta.

Copertina
Gian Luca Potestà, Marco Rizzi (a cura di), L’anticristo. Testo latino a fronte. 3: La scienza della fine. Testi dal XIII al XV secolo, Milano: Mondadori, 2019.

È il Nemico supremo, che minaccia il cosmo, la cristianità, il Signore stesso. Preannunciato nelle Lettere di Giovanni e incastonato nella Trinità del Male dell'Apocalisse, è «inventato» da Ireneo, Ippolito, Tertulliano e Origene. Poi, dilaga nell'immaginazione del Medioevo. Questo terzo e ultimo volume completa la serie dedicata a quella che è forse la leggenda più grande dell'Occidente medievale: il Figlio della perdizione, colui che precede la seconda venuta di Cristo alla fine dei tempi. I secoli dal XIII al XV vogliono fare «scienza» del suo avvento.

Pietro d'Ailly, per esempio, predica la concordanza quasi perfetta di astronomia e storia, elaborando un calcolo complesso per collocare la venuta dell'Anticristo attorno all'anno 1789 - quello della Rivoluzione francese - e sostenere che «a quei tempi secondo gli astronomi ci sarà un cambiamento di religione, e secondo loro dopo Maometto ci sarà qualcuno potente che stabilirà una legislazione vergognosa e fondata sulla magia, perciò si può credere con verosimile probabilità che dopo la religione di Maometto non ne arriverà nessun'altra, se non la legge dell'Anticristo».

Chi è, infatti, l'Anticristo per gli studiosi del tardo Medioevo? È un eretico, un giudeo, un musulmano? O, addirittura, il papa di Roma, come suggeriscono tra gli altri Pietro di Giovanni Olivi e Ubertino da Casale, nonché l'inglese John Wyclif? Per scoprirlo, il Medioevo mette in campo tutta la sua scienza. Da un lato, decide che l'Anticristo è già nato. Dall'altro, cerca di costruirne la biografia, e impiega l'esegesi biblica (cioè la «scienza» della Bibbia) e la «scienza» astrologica per discuterne l'avvento.

Così, Bernardino da Siena inscena, a partire dalla bolla «Exiit qui seminat» di Niccolò III, e dall'Apocalisse, un grandioso «concilio dei diavoli convocato da Lucifero in persona», in cui Ammone, il Diavolo dello sterminio, Belzebù e Asmodeo gli riferiscono «su quanto stanno mettendo in opera per preparare la venuta dell'Anticristo». Asmodeo viene poi incaricato di recarsi in paradiso a chiedere giustizia. Mentre Ruggero Bacone raccomanda l'uso della matematica per determinare il quando, il dove e il come l'Anticristo sorgerà. Abbiamo dunque sotto gli occhi un libro affascinante, che presenta gli incubi del Medioevo con chiarezza esemplare.

Chiesa e Islam in Italia, copertina

A. Angelucci, M. Bombardieri, A. Cuciniello, D. Tacchini (a cura di), Chiesa e Islam in Italia. Incontro e dialogo, Bologna: Edizioni Dehoniane 2019.

Il volume, che si inserisce tra le iniziative promosse dall'Ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana, si propone di illustrare e favorire l'incontro e il dialogo tra cristiani e musulmani. La comprensione dell'islam in Italia — spiegano gli autori — passa attraverso la conoscenza delle organizzazioni musulmane, del diritto ecclesiastico, della figura dell'imam, ma anche tramite l'incontro concreto nei luoghi della vita: la comunità, la scuola, l'oratorio, il carcere, l'ospedale. Senza dimenticare la dimensione quotidiana dell'islam — dalle regole alimentari alle feste — e l'attenzione concreta nei confronti dei poveri.

Prefazione del cardinale Gualtiero Bassetti, postfazione di monsignor Ambrogio Spreafico e Cristiano Bettega.

Sommario

Prefazione (G. Bassetti).

I. Parametri per la comprensione dell’islam in Italia.

1. Organizzazioni musulmane e diritto ecclesiastico italiano (A. Angelucci). 
2. La figura dell’imam dall’islam classico alla situazione italiana contemporanea (D. Tacchini). 
3. La visita alla comunità islamica «di prossimità» (A. Ferrari – V. Ianari).

II. Convivere in fraternità.

4. La scuola e i musulmani: una sfida interculturale (A. Cuciniello). 
5. Musulmani all’oratorio (A. Negri). 
6. Musulmani in carcere (I. De Francesco). 
7. Incontrare i musulmani in ospedale (I. De Francesco).

III. Interpretare l’islam nel quotidiano.

8. Islam: regole alimentari, digiuno e feste (A. Cuciniello — M. Rizzi). 
9. La questione delle immagini nell’islam (M. Bombardieri). 
10. La zakāt. L’islam e la concreta attenzione nei confronti dei poveri (S. Paternoster).

IV. Temi a margine.

11. Troppa accoglienza? Dati e spunti per discutere di immigrazione, asilo, solidarietà (M. Ambrosini).

Postfazione (A. Spreafico – C. Bettega).

2018

Ordinare il mondo, copertina

T. Leonardi, M. Rainini (a cura di), Ordinare il mondo: diagrammi e simboli nelle pergamene di Vercelli, Milano: Vita e Pensiero 2018 (Dies Nova 3).

M. Rainini, I rotoli dei diagrammi di Vercelli fra Gioacchino da Fiore e Dolcino da Novara, pp. 233–263.

La pubblicazione del volume è stata realizzata nell’ambito del progetto di ricerca D.3.2., diretto dal prof. Potestà, Crisi dell’eurocentrismo e futuro dell’umanesimo europeo. Prospettive storico-culturali, religiose, giuridiche ed economico-sociali.

La ricerca storica degli ultimi decenni ha scorto in modo sempre più nitido l’importanza e la diffusione, durante il Medioevo, di schemi simbolici e di rappresentazioni diagrammatiche. Un caso emblematico è costituito dalla raccolta di diagrammi conservati nei rotuli di pergamena dell’Archivio Capitolare di Vercelli.

Questo volume li rende oggetto di studio, ampliando lo sguardo dalla semplice spiegazione di essi alla ricerca dei modelli, degli autori e delle circostanze storiche della produzione. Ben oltre la loro funzione di schemi utili alla memorizzazione di dati, queste figurae rivelano finalità più elevate. Secondo le modalità simboliche proprie di quel tempo, le rappresentazioni diagrammatico-figurative mirano a illustrare l’ordine della creazione, del mondo e della storia: per comprenderlo, meditarlo e delineare alla luce di esso percorsi possibili di crescita spirituale e morale e disegni ecclesiastici, sociali e politici volti al futuro.

Prevenire la corruzione, copertina

N. Parisi, G.L. Potestà, D. Rinoldi (a cura di), Prevenire la corruzione. Questioni e modelli emergenti tra diritto, etica ed economia, Napoli: Editoriale Scientifica 2018 (Res Incorrupta 1).

Il volume affronta in prospettiva interdisciplinare e comparatistica (fra economia, diritto, etica, filosofia) il fenomeno sistemico della corruzione, mettendo l’accento sui mezzi preventivi per combatterla: la via nuova per un moderno contrasto, da aggiungersi all’azione tradizionale esclusivamente repressiva. Si tratta di mezzi che sono di recente formulazione sul piano internazionale e che con grande fatica (e non poche polemiche) si vanno approntando e affinando in Italia.

Per queste ragioni non si sono voluti disperdere, anzi si sono aggiornati gran parte degli interventi presentati in materia al Convegno tenutosi a Milano, in Università Cattolica, il 16-17 marzo 2017.

Luigi Pizzolato, Praerogativa. Storia e suggestioni di una parola latina nel mondo antico, Milano: Vita e Pensiero 2018 (Studia Patristica Mediolanensia 30).

I concetti teologici, o in senso lato religiosi, sono spesso diventati nel corso del tempo categorie politiche, costituendo l’ossatura di quella “teologia politica” che Carl Schmitt aveva delineato, dentro la quale categorie politiche non sono altro che categorie religiose secolarizzate. In età antica poteva peraltro succedere che i fatti religiosi fossero interpretati e declinati secondo categorie politiche, come Erik Peterson ha esemplarmente mostrato nel suo Monoteismo come problema politico.

I due procedimenti non sono però in contrapposizione: la società antica era nelle sue basi religiosa e quindi ogni idea o istituzione fondamentali nascevano dalla religione o venivano filtrate attraverso essa, anche la categoria o le istituzioni politiche che a noi sembrano ad essa estranee. Di queste interferenze è un esempio particolarmente significativo il termine latino praerogativa, di cui il volume ripercorre la storia tra le prime manifestazioni scritte e i secoli del tardoantico.

Gian Luca Potestà, Le Dernier messie. Prophétie et souveraineté au Moyen Âge, G. Marino (trad.), Paris: Les Belles Lettres, 2018.

Per approfondire

Étienne Anheim, Les ruses de l'Apocalypse, Cahier du «Monde», No 22724, 2 février 2018, p. 11:

Dans une célèbre épître, l’apôtre Paul mettait en garde les Thessaloniciens contre l’idée d’un retour imminent du Christ. Le Messie ne reviendrait que lorsque «le Fils de la perdition», pour l’heure «retenu», serait libéré, rendant l’Apocalypse inéluctable. Ces propos énigmatiques sont à l’origine d’une tradition prophétique médiévale que retrace Gian Luca Potestà, professeur d’histoire du christianisme à l’université catholique de Milan.

2017

The Fourth Lateran Council: Institutional Reform and Spiritual Renewal. Proceedings of the Conference Marking the Eight Hundredth Anniversary of the Council, Organized by the Pontificio Comitato Di Scienze Storiche (Rome, 15-17 October 2015), Gert Melville and Johannes Helmrath (eds), Affalterbach: Didymos-Verlag, 2017.

Dal sito dell'editore:
Il IV Concilio Lateranense fu decisamente uno degli eventi più significativi del Medioevo e in generale della Storia della Chiesa. Convocato da Innocenzo III nel 1215, esso rappresenta insieme al Concilio di Trento e al Concilio Vaticano II il più importante concilio a partire dall’antichità.
Il volume raccoglie in una concentrazione, sino ad ora unica nel suo genere, diciotto contributi di esperti internazionali di scienze storiche, di teologia e di storia del diritto. Lo spettro tematico si estende dall’organizzazione del concilio alla sua concezione dogmatica e ecclesiologica, alla vita religiosa del clero e dei laici, al monachesimo, ma anche ai rapporti fra la Chiesa e gli eretici, gli ebrei e i mussulmani.

Gian Luca Potestà, La condanna del libellus trinitario di Gioacchino da Fiore: oggetto, ragioni, esiti, pp. 203-224.

Storie di giustizia riparativa. Il Sudafrica dall'apartheid alla riconciliazione, a c. di Gian Luca Potestà, Claudia Mazzucato, Arturo Cattaneo, Bologna: il Mulino, 2017.

La Commissione per la verità e la riconciliazione, presieduta da Desmond Tutu, ha contribuito in modo significativo al consolidamento dell’assetto civile del nuovo Sudafrica, mostrando concretamente la possibilità del superamento dell’apartheid «sulla base della comprensione invece che della vendetta, della riparazione invece che della punizione, dell’ubuntu (cioè dell’abbraccio e della riconciliazione) invece che della vittimizzazione» (dalla Costituzione provvisoria sudafricana). Un’esperienza esemplare di giustizia riparativa, in cui le tradizioni locali sono state valorizzate in una prospettiva differente e complementare rispetto al tradizionale approccio punitivo ai comportamenti criminali.

 A vent’anni di distanza, il volume offre un bilancio di quel passaggio risultato decisivo per la pacificazione e democratizzazione del paese: delinea il percorso storico che condusse alla fine del regime dell’apartheid e alla nascita della Commissione; affronta questioni di rilevanza giuridica quali il nesso problematico fra riconciliazione e perdono, l’amnistia, la punibilità dell’incitamento all’odio; dà infine la parola a protagonisti e testimoni di primo piano della resistenza all’apartheid, dei lavori della Commissione e del lungo e faticoso percorso verso un nuovo Sudafrica.

Scritture sacre. Testi, storia, interpretazioni, a c. di Gian Luca Potestà e Marco Rainini, Milano: Vita e Pensiero, 2017.

Ebraismo, cristianesimo e islam sono spesso identificate come le religioni del Libro. Eppure la teologia che le struttura, così come i profondi mutamenti che, all'interno di ciascuna religione, ne hanno segnato il rispettivo cammino storico, attestano significati polifonici, quando non addirittura equivoci e contrastanti di ciò che va inteso come 'sacra scrittura' (e degli usi che se ne devono o possono fare). Nel nostro tempo, proprio le religioni sono tornate al centro della scena, spesso a motivo della radicalizzazione del significato del loro testo sacro, che ha assunto forme ora di fondamentalismo, ora di radicalismo o fanatismo.

Il volume, frutto dei lavori svolti durante la Summer School del Dipartimento di Scienze Religiose dell’Università Cattolica, intende percorrere e leggere, attraverso gli strumenti della storia, della filologia e della sociologia, gli snodi principali di un percorso ideale che, dalla codifica della Bibbia ebraica, arriva ai conflitti che oggi interessano territori e culture più o meno distanti dai confini dell'Europa.

Comprendere storicamente che cosa significhi o abbia significato ‘leggere le Scritture’ aiuta a capire come i testi sacri delle grandi tradizioni religiose possano agire quali fattori di potenziamento e di radicalizzazione dei conflitti, ma certamente anche di comprensione tra i popoli e di dialogo interculturale.

Il convento di Santa Maria delle Grazie a Milano: una storia dalla fondazione a metà del Cinquecento. Atti del convegno di studi, Milano, 22-24 maggio 2014 («Memorie domenicane», 47), a c. di Stefania Buganza e Marco Rainini, Firenze: Narbini, 2017.

Scheda del libro

La costruzione e i primi decenni di attività del convento di Santa Maria delle Grazie costituiscono problema storico di notevole rilevanza sotto molti profili. L’aspetto storico artistico, più evidente e spesso richiamato, attende ancora approfondimenti puntuali e ricerche archivistiche approfondite. Il ruolo di primo piano dei frati Predicatori a Milano, e da Milano, in quegli anni rappresenta inoltre non solo una necessaria premessa a questi sviluppi, ma anche, di per sé, un campo d’indagine straordinariamente interessante e tuttavia largamente inesplorato.

Il convegno ha sottoposto a verifica questi problemi, mettendo in contatto — sin dalla preparazione — studiosi di diverse discipline, per giungere a un quadro il più possibile organico, in grado di comprendere maggiormente lo straordinario cantiere teologico, artistico e letterario delle Grazie, e la sua rilevanza per la spiritualità e la storia religiosa degli anni del suo primo sviluppo.

Paolo Branca, Myrna Chayo, Moulay Zidane El Amrani, Nati da Abramo («Ecumenismo»), Bologna: Marietti 1820, 2017.

Scheda del libro

Il libro raccoglie le testimonianze di tre persone che per circostanze della loro vita e della loro professione vivono concretamente il dialogo interreligioso e interculturale, mostrando che è possibile superare le molte ristrettezze solitamente prevalenti attorno a questo tema: superficialità buonista e ostilità preconcetta.

Il valore di queste pagine attinge all’esperienza viva e sofferta di donne e uomini in carne e ossa, paradossale e contraddittoria, com’è normalmente la vita di ognuno. Dalle loro voci emerge qualcosa di nuovo. Non sono tutte rose e fiori, ma neppure catastrofi apocalittiche. È un viaggio arduo e complesso che ha nel suo orizzonte un possibile riavvicinamento e lascia spazio alla speranza. Shalom, Salam, Pace.

Raffaella Perin, La radio del Papa. Propaganda e diplomazia nella seconda guerra mondiale, (Studi e Ricerche), Bologna: il Mulino, 2017.

Il libro delinea la storia di Radio Vaticana, dalla sua origine alla fine della seconda guerra mondiale. Seguendo il triplice filone della diplomazia, della propaganda, dell'apostolato, fa emergere così, da una prospettiva inedita, il complesso rapporto che la Santa Sede intrattenne con i totalitarismi e con le democrazie, e il suo atteggiamento nei confronti della Shoah e dell'antisemitismo.

Attraverso la ricostruzione dei testi delle trasmissioni nelle diverse lingue, sono approfondite le relazioni dell'emittente con i pontefici e la Curia romana, caratterizzate fra l'altro dagli spazi di autonomia che alcune rilevanti figure di speaker radiofonici seppero conquistarsi.

Paolo Branca, Papa Francesco e il dialogo cristiani-islamici. Non settari né omologati, Assisi: Cittadella Editrice, 2017.

È ridicolo, se non aberrante, pensare a Dio come a Qualcuno che abbia nella Sua agenda l'obiettivo di 'vincere'. La Sua onnipotenza si ferma di fronte alla nostra libertà, chiamata semmai a essere 'convinta', o meglio 'avvinta', in una genuina esperienza religiosa. L'interiorità di quest'ultima è palesemente secondaria o del tutto assente in quasi tutto ciò che si pretende di dire o di fare in Suo nome.

Il fine non può che essere l'uomo, vale a dire un'umanità fatta di volti e di storie uniche e irripetibili, al servizio della quale ogni occasione dovrebbe apparirci come una suprema grazia dataci non tanto per dimostrare che stiamo dalla parte giusta, ma da quale parte ci situiamo nell'eterno e irrisolvibile confronto fra bene e male, luce e tenebre, vita e morte.

Paolo Branca, Islamismo, Milano: Editrice Bibliografica, 2017.

Islam politico, radicale, integralista, fondamentalista: dietro queste definizioni generiche e talvolta improprie si cela una galassia di sigle e movimenti che affondano le loro radici nella storia dei paesi islamici e delle loro relazioni sia reciproche sia con l’Occidente. Anche senza considerare le manifestazioni del terrorismo di matrice musulmana, le migrazioni e la globalizzazione fanno sì che l’instabilità e le vicissitudini di un mondo 'prossimo' siano pure affare nostro, e tra i meno facilmente gestibili.

Mettere un po’ d’ordine fra fenomeni, gruppi, protagonisti e ideologie che stanno alla base di tale nebulosa può aiutare a immaginare possibili gestioni più efficaci del problema o almeno ad evitare grossolani errori di valutazione e d’intervento che purtroppo non sono mancati.

2016

2015

2014

2013

2012