Università Cattolica del Sacro Cuore

Segnalazione volumi

2019

Chiesa e Islam in Italia, copertina

A. Angelucci, M. Bombardieri, A. Cuciniello, D. Tacchini (a cura di), Chiesa e Islam in Italia. Incontro e dialogo, Bologna: Edizioni Dehoniane 2019.

Il volume, che si inserisce tra le iniziative promosse dall'Ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana, si propone di illustrare e favorire l'incontro e il dialogo tra cristiani e musulmani. La comprensione dell'islam in Italia — spiegano gli autori — passa attraverso la conoscenza delle organizzazioni musulmane, del diritto ecclesiastico, della figura dell'imam, ma anche tramite l'incontro concreto nei luoghi della vita: la comunità, la scuola, l'oratorio, il carcere, l'ospedale. Senza dimenticare la dimensione quotidiana dell'islam — dalle regole alimentari alle feste — e l'attenzione concreta nei confronti dei poveri.

Prefazione del cardinale Gualtiero Bassetti, postfazione di monsignor Ambrogio Spreafico e Cristiano Bettega.

Sommario

Prefazione (G. Bassetti).

I. Parametri per la comprensione dell’islam in Italia.

1. Organizzazioni musulmane e diritto ecclesiastico italiano (A. Angelucci). 
2. La figura dell’imam dall’islam classico alla situazione italiana contemporanea (D. Tacchini). 
3. La visita alla comunità islamica «di prossimità» (A. Ferrari – V. Ianari).

II. Convivere in fraternità.

4. La scuola e i musulmani: una sfida interculturale (A. Cuciniello). 
5. Musulmani all’oratorio (A. Negri). 
6. Musulmani in carcere (I. De Francesco). 
7. Incontrare i musulmani in ospedale (I. De Francesco).

III. Interpretare l’islam nel quotidiano.

8. Islam: regole alimentari, digiuno e feste (A. Cuciniello — M. Rizzi). 
9. La questione delle immagini nell’islam (M. Bombardieri). 
10. La zakāt. L’islam e la concreta attenzione nei confronti dei poveri (S. Paternoster).

IV. Temi a margine.

11. Troppa accoglienza? Dati e spunti per discutere di immigrazione, asilo, solidarietà (M. Ambrosini).

Postfazione (A. Spreafico – C. Bettega).

2018

Ordinare il mondo, copertina

T. Leonardi, M. Rainini (a cura di), Ordinare il mondo: diagrammi e simboli nelle pergamene di Vercelli, Milano: Vita e Pensiero 2018 (Dies Nova 3).

M. Rainini, I rotoli dei diagrammi di Vercelli fra Gioacchino da Fiore e Dolcino da Novara, pp. 233–263.

La pubblicazione del volume è stata realizzata nell’ambito del progetto di ricerca D.3.2., diretto dal prof. Potestà, Crisi dell’eurocentrismo e futuro dell’umanesimo europeo. Prospettive storico-culturali, religiose, giuridiche ed economico-sociali.

La ricerca storica degli ultimi decenni ha scorto in modo sempre più nitido l’importanza e la diffusione, durante il Medioevo, di schemi simbolici e di rappresentazioni diagrammatiche. Un caso emblematico è costituito dalla raccolta di diagrammi conservati nei rotuli di pergamena dell’Archivio Capitolare di Vercelli.

Questo volume li rende oggetto di studio, ampliando lo sguardo dalla semplice spiegazione di essi alla ricerca dei modelli, degli autori e delle circostanze storiche della produzione. Ben oltre la loro funzione di schemi utili alla memorizzazione di dati, queste figurae rivelano finalità più elevate. Secondo le modalità simboliche proprie di quel tempo, le rappresentazioni diagrammatico-figurative mirano a illustrare l’ordine della creazione, del mondo e della storia: per comprenderlo, meditarlo e delineare alla luce di esso percorsi possibili di crescita spirituale e morale e disegni ecclesiastici, sociali e politici volti al futuro.

Prevenire la corruzione, copertina

N. Parisi, G.L. Potestà, D. Rinoldi (a cura di), Prevenire la corruzione. Questioni e modelli emergenti tra diritto, etica ed economia, Napoli: Editoriale Scientifica 2018 (Res Incorrupta 1).

Il volume affronta in prospettiva interdisciplinare e comparatistica (fra economia, diritto, etica, filosofia) il fenomeno sistemico della corruzione, mettendo l’accento sui mezzi preventivi per combatterla: la via nuova per un moderno contrasto, da aggiungersi all’azione tradizionale esclusivamente repressiva. Si tratta di mezzi che sono di recente formulazione sul piano internazionale e che con grande fatica (e non poche polemiche) si vanno approntando e affinando in Italia.

Per queste ragioni non si sono voluti disperdere, anzi si sono aggiornati gran parte degli interventi presentati in materia al Convegno tenutosi a Milano, in Università Cattolica, il 16-17 marzo 2017.

Luigi Pizzolato, Praerogativa. Storia e suggestioni di una parola latina nel mondo antico, Milano: Vita e Pensiero 2018 (Studia Patristica Mediolanensia 30).

I concetti teologici, o in senso lato religiosi, sono spesso diventati nel corso del tempo categorie politiche, costituendo l’ossatura di quella “teologia politica” che Carl Schmitt aveva delineato, dentro la quale categorie politiche non sono altro che categorie religiose secolarizzate. In età antica poteva peraltro succedere che i fatti religiosi fossero interpretati e declinati secondo categorie politiche, come Erik Peterson ha esemplarmente mostrato nel suo Monoteismo come problema politico.

I due procedimenti non sono però in contrapposizione: la società antica era nelle sue basi religiosa e quindi ogni idea o istituzione fondamentali nascevano dalla religione o venivano filtrate attraverso essa, anche la categoria o le istituzioni politiche che a noi sembrano ad essa estranee. Di queste interferenze è un esempio particolarmente significativo il termine latino praerogativa, di cui il volume ripercorre la storia tra le prime manifestazioni scritte e i secoli del tardoantico.

Gian Luca Potestà, Le Dernier messie. Prophétie et souveraineté au Moyen Âge, G. Marino (trad.), Paris: Les Belles Lettres, 2018.

Per approfondire

Étienne Anheim, Les ruses de l'Apocalypse, Cahier du «Monde», No 22724, 2 février 2018, p. 11:

Dans une célèbre épître, l’apôtre Paul mettait en garde les Thessaloniciens contre l’idée d’un retour imminent du Christ. Le Messie ne reviendrait que lorsque «le Fils de la perdition», pour l’heure «retenu», serait libéré, rendant l’Apocalypse inéluctable. Ces propos énigmatiques sont à l’origine d’une tradition prophétique médiévale que retrace Gian Luca Potestà, professeur d’histoire du christianisme à l’université catholique de Milan.

2017

The Fourth Lateran Council: Institutional Reform and Spiritual Renewal. Proceedings of the Conference Marking the Eight Hundredth Anniversary of the Council, Organized by the Pontificio Comitato Di Scienze Storiche (Rome, 15-17 October 2015), Gert Melville and Johannes Helmrath (eds), Affalterbach: Didymos-Verlag, 2017.

Dal sito dell'editore:
Il IV Concilio Lateranense fu decisamente uno degli eventi più significativi del Medioevo e in generale della Storia della Chiesa. Convocato da Innocenzo III nel 1215, esso rappresenta insieme al Concilio di Trento e al Concilio Vaticano II il più importante concilio a partire dall’antichità.
Il volume raccoglie in una concentrazione, sino ad ora unica nel suo genere, diciotto contributi di esperti internazionali di scienze storiche, di teologia e di storia del diritto. Lo spettro tematico si estende dall’organizzazione del concilio alla sua concezione dogmatica e ecclesiologica, alla vita religiosa del clero e dei laici, al monachesimo, ma anche ai rapporti fra la Chiesa e gli eretici, gli ebrei e i mussulmani.

Gian Luca Potestà, La condanna del libellus trinitario di Gioacchino da Fiore: oggetto, ragioni, esiti, pp. 203-224.

Storie di giustizia riparativa. Il Sudafrica dall'apartheid alla riconciliazione, a c. di Gian Luca Potestà, Claudia Mazzucato, Arturo Cattaneo, Bologna: il Mulino, 2017.

La Commissione per la verità e la riconciliazione, presieduta da Desmond Tutu, ha contribuito in modo significativo al consolidamento dell’assetto civile del nuovo Sudafrica, mostrando concretamente la possibilità del superamento dell’apartheid «sulla base della comprensione invece che della vendetta, della riparazione invece che della punizione, dell’ubuntu (cioè dell’abbraccio e della riconciliazione) invece che della vittimizzazione» (dalla Costituzione provvisoria sudafricana). Un’esperienza esemplare di giustizia riparativa, in cui le tradizioni locali sono state valorizzate in una prospettiva differente e complementare rispetto al tradizionale approccio punitivo ai comportamenti criminali.

 A vent’anni di distanza, il volume offre un bilancio di quel passaggio risultato decisivo per la pacificazione e democratizzazione del paese: delinea il percorso storico che condusse alla fine del regime dell’apartheid e alla nascita della Commissione; affronta questioni di rilevanza giuridica quali il nesso problematico fra riconciliazione e perdono, l’amnistia, la punibilità dell’incitamento all’odio; dà infine la parola a protagonisti e testimoni di primo piano della resistenza all’apartheid, dei lavori della Commissione e del lungo e faticoso percorso verso un nuovo Sudafrica.

Scritture sacre. Testi, storia, interpretazioni, a c. di Gian Luca Potestà e Marco Rainini, Milano: Vita e Pensiero, 2017.

Ebraismo, cristianesimo e islam sono spesso identificate come le religioni del Libro. Eppure la teologia che le struttura, così come i profondi mutamenti che, all'interno di ciascuna religione, ne hanno segnato il rispettivo cammino storico, attestano significati polifonici, quando non addirittura equivoci e contrastanti di ciò che va inteso come 'sacra scrittura' (e degli usi che se ne devono o possono fare). Nel nostro tempo, proprio le religioni sono tornate al centro della scena, spesso a motivo della radicalizzazione del significato del loro testo sacro, che ha assunto forme ora di fondamentalismo, ora di radicalismo o fanatismo.

Il volume, frutto dei lavori svolti durante la Summer School del Dipartimento di Scienze Religiose dell’Università Cattolica, intende percorrere e leggere, attraverso gli strumenti della storia, della filologia e della sociologia, gli snodi principali di un percorso ideale che, dalla codifica della Bibbia ebraica, arriva ai conflitti che oggi interessano territori e culture più o meno distanti dai confini dell'Europa.

Comprendere storicamente che cosa significhi o abbia significato ‘leggere le Scritture’ aiuta a capire come i testi sacri delle grandi tradizioni religiose possano agire quali fattori di potenziamento e di radicalizzazione dei conflitti, ma certamente anche di comprensione tra i popoli e di dialogo interculturale.

Il convento di Santa Maria delle Grazie a Milano: una storia dalla fondazione a metà del Cinquecento. Atti del convegno di studi, Milano, 22-24 maggio 2014 («Memorie domenicane», 47), a c. di Stefania Buganza e Marco Rainini, Firenze: Narbini, 2017.

Scheda del libro

La costruzione e i primi decenni di attività del convento di Santa Maria delle Grazie costituiscono problema storico di notevole rilevanza sotto molti profili. L’aspetto storico artistico, più evidente e spesso richiamato, attende ancora approfondimenti puntuali e ricerche archivistiche approfondite. Il ruolo di primo piano dei frati Predicatori a Milano, e da Milano, in quegli anni rappresenta inoltre non solo una necessaria premessa a questi sviluppi, ma anche, di per sé, un campo d’indagine straordinariamente interessante e tuttavia largamente inesplorato.

Il convegno ha sottoposto a verifica questi problemi, mettendo in contatto — sin dalla preparazione — studiosi di diverse discipline, per giungere a un quadro il più possibile organico, in grado di comprendere maggiormente lo straordinario cantiere teologico, artistico e letterario delle Grazie, e la sua rilevanza per la spiritualità e la storia religiosa degli anni del suo primo sviluppo.

Paolo Branca, Myrna Chayo, Moulay Zidane El Amrani, Nati da Abramo («Ecumenismo»), Bologna: Marietti 1820, 2017.

Scheda del libro

Il libro raccoglie le testimonianze di tre persone che per circostanze della loro vita e della loro professione vivono concretamente il dialogo interreligioso e interculturale, mostrando che è possibile superare le molte ristrettezze solitamente prevalenti attorno a questo tema: superficialità buonista e ostilità preconcetta.

Il valore di queste pagine attinge all’esperienza viva e sofferta di donne e uomini in carne e ossa, paradossale e contraddittoria, com’è normalmente la vita di ognuno. Dalle loro voci emerge qualcosa di nuovo. Non sono tutte rose e fiori, ma neppure catastrofi apocalittiche. È un viaggio arduo e complesso che ha nel suo orizzonte un possibile riavvicinamento e lascia spazio alla speranza. Shalom, Salam, Pace.

Raffaella Perin, La radio del Papa. Propaganda e diplomazia nella seconda guerra mondiale, (Studi e Ricerche), Bologna: il Mulino, 2017.

Il libro delinea la storia di Radio Vaticana, dalla sua origine alla fine della seconda guerra mondiale. Seguendo il triplice filone della diplomazia, della propaganda, dell'apostolato, fa emergere così, da una prospettiva inedita, il complesso rapporto che la Santa Sede intrattenne con i totalitarismi e con le democrazie, e il suo atteggiamento nei confronti della Shoah e dell'antisemitismo.

Attraverso la ricostruzione dei testi delle trasmissioni nelle diverse lingue, sono approfondite le relazioni dell'emittente con i pontefici e la Curia romana, caratterizzate fra l'altro dagli spazi di autonomia che alcune rilevanti figure di speaker radiofonici seppero conquistarsi.

Paolo Branca, Papa Francesco e il dialogo cristiani-islamici. Non settari né omologati, Assisi: Cittadella Editrice, 2017.

È ridicolo, se non aberrante, pensare a Dio come a Qualcuno che abbia nella Sua agenda l'obiettivo di 'vincere'. La Sua onnipotenza si ferma di fronte alla nostra libertà, chiamata semmai a essere 'convinta', o meglio 'avvinta', in una genuina esperienza religiosa. L'interiorità di quest'ultima è palesemente secondaria o del tutto assente in quasi tutto ciò che si pretende di dire o di fare in Suo nome.

Il fine non può che essere l'uomo, vale a dire un'umanità fatta di volti e di storie uniche e irripetibili, al servizio della quale ogni occasione dovrebbe apparirci come una suprema grazia dataci non tanto per dimostrare che stiamo dalla parte giusta, ma da quale parte ci situiamo nell'eterno e irrisolvibile confronto fra bene e male, luce e tenebre, vita e morte.

Paolo Branca, Islamismo, Milano: Editrice Bibliografica, 2017.

Islam politico, radicale, integralista, fondamentalista: dietro queste definizioni generiche e talvolta improprie si cela una galassia di sigle e movimenti che affondano le loro radici nella storia dei paesi islamici e delle loro relazioni sia reciproche sia con l’Occidente. Anche senza considerare le manifestazioni del terrorismo di matrice musulmana, le migrazioni e la globalizzazione fanno sì che l’instabilità e le vicissitudini di un mondo 'prossimo' siano pure affare nostro, e tra i meno facilmente gestibili.

Mettere un po’ d’ordine fra fenomeni, gruppi, protagonisti e ideologie che stanno alla base di tale nebulosa può aiutare a immaginare possibili gestioni più efficaci del problema o almeno ad evitare grossolani errori di valutazione e d’intervento che purtroppo non sono mancati.

2016

2015

2014

2013

2012